La Regione Puglia con deliberazione di G.R. n. 1199 del 1999 nominò l'arch. Dioguardi quale commissario ad acta per l'adozione del Piano Regolatore Generale.
A seguito della inerzia della Regione Puglia nella determinazione del compenso, che sarebbe stato a carico del Comune di Trani, il Dioguardi presentò ricorso al TAR Puglia, che nominava per tale incombenza un commissario ad acta , tal dott. Donato De Gioia, che con proprio provvedimento n. 079/ comm.acta/2005/001 del 7/10/2005 determinò in euro 190.238,63 , oltre accessori di legge, l'onorario per il Dioguardi stesso.
In sostanza la Regione Puglia nomina il commissario ad acta, poi non si esprime. Il commissario ad acta presenta ricorso al TAR che nomina un altro commissario ad acta, e il Comune di Trani deve pagare.
Molto opportunamente l'amministrazione Tarantini propose a sua volta ricorso al TAR Puglia avverso il provvedimento di quantificazione effettuato dal dott. De Gioia, che con Sentenza n. 3509 del 2006, confermata in appello dal Consiglio di Stato con Decisione n. 171/2008, dichiarava il " difetto di giurisdizione" del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario.
Successivamente con Ordinanza n. 163 del 2010 anche le Sezioni Unite della Cassazione accolsero il ricorso presentato dalla amministrazione Tarantini.
A questo punto il TAR Puglia, con Sentenza n. 584 del 13/4/2011, annullava definitivamente il provvedimento commissariale del dott. De Gioia, ma confermava "l'obbligo della Regione Puglia di corrispondere all'arch. Dioguardi un compenso equo per l'attività prestata in esecuzione dell'incarico conferito con deliberazione di G.R. n.1199/1999, con spese a carico del bilancio del Comune di Trani ".
Il tempo passa. La Regione Puglia continua a non esprimersi.
Altro ricorso al TAR Puglia del Dioguardi e altra Sentenza, la n. 520 del giugno 2012, depositata il 16/7/2012, con la quale lo stesso TAR Puglia concedeva alla Regione Puglia ulteriori trenta giorni per determinare il compenso, pena, allo scadere del termine, della nomina del nuovo commissario ad acta nella persona del Rettore del Politecnico di Bari.
Il Rettore del Politecnico venne nominato commissario ad acta con Sentenza TAR Puglia n. 1445/2012, perché purtroppo la Regione Puglia non si espresse, e determina in euro 172.353,54 il compenso per il Dioguardi.
A questo punto della vicenda la cosa sorprendente risulta essere la totale assenza del Comune di Trani, che non impugna il provvedimento!
Sarebbe bastato evidenziare che il P.U.G. di Trani e' costato 100.000 euro!
A questo punto dovrei dire " appena" 100.000 euro!
È chiara ed evidente la sproporzione fra l'attività' professionale svolta dal progettista del Piano Urbanistico Generale rispetto a quella del Dioguardi. Qualcuno doveva e poteva evidenziarlo al Magnifico Rettore del Politecnico.
Il mancato ricorso del Comune di Trani avverso questo esorbitante compenso è veramente assurdo!
Il resto della storia e' attualità.
Il Dioguardi ha presentato nuovamente ricorso al TAR Puglia, per farsi pagare dal Comune di Trani.
Il TAR Puglia, con Sentenza n. 1153 del 14/11/2013, ha ordinato il pagamento entro trenta giorni, pena la nomina del commissario ad acta, sempre nella persona del Rettore del Politecnico o suo delegato.
Il delegato individuato, nella persona del dott. Giuseppe Domenico De Bari ( qualcuno lo ricorderà ) con deliberazione n.33 del 18/9/2014 , con i poteri del Consiglio Comunale, non solo dispone la liquidazione di euro 172.353,54 oltre IVA e C.N.P.A.I.A. come per legge, per un totale di euro 218.682,17, ma dispone addirittura una variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva, riconoscendo il debito fuori bilancio! Un triplo salto mortale finanziario!
Molte cose strane si riscontrano in questa vicenda, e mi corre l'obbligo di evidenziarne almeno tre:
1) come mai l'amministrazione Riserbato non propone ricorso avverso una quantificazione di compenso palesemente ingiusta?
2) come si consente al commissario ad acta di assumere i poteri del Consiglio Comunale per riconoscere un debito fuori bilancio e per approvare una variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva? Su questo vi era il mandato esplicito del TAR Puglia o il commissario e' andato oltre le proprie competenze?
3) come mai l'amministrazione comunale non ha assunto la responsabilità di affrontare il Consiglio Comunale per riconoscere questo debito fuori bilancio, tanto più che pochi giorni dopo si è tenuta una seduta consiliare per riconoscerne una ventina?
Come sempre le spiegazioni alle stranezze possono essere varie.
In questo caso stiamo parlando di una stranezza di euro 218.682,17 , che potevano ben servire per qualcos'altro.
Concludo evidenziando che questo è il bello della informazione: consentire a tutti i Tranesi che si facciano liberamente un'idea di come si amministrano i soldi pubblici .
Tommaso Laurora
Consigliere Comunale PD

