Quarant’anni anni fa era ancora un carcere: adesso potrebbe diventare il luogo in cui, da espiare le pene, si progetta una nuova vita insieme. Il castello svevo si appresta a diventare sede di matrimoni civili, in convenzione con il Comune di Trani, e sarebbe il quinto luogo in cui tali unioni si celebrerebbero. Allo stato, i matrimoni civili si siglano sia presso lo chalet della villa comunale, sia presso strutture private, vale a dire Palazzo Pugliese, Tenuta Donna Lavinia e Villa Sant'Elia. Presto tornerà disponibile anche il Monastero di Colonna, tuttora chiuso per lavori.
L’ipotesi del castello rappresenterebbe un valore aggiunto, per l'importanza storica ed architettonica della struttura, ma, ovviamente, vi è prima da definire la convenzione con la Soprintendenza, giacché il maniero federiciano è di proprietà dello Stato. In ogni caso, l’idea è partita proprio dal direttore del castello, Margherita Pasquale, ed il sindaco, Luigi Riserbato, l’ha accolta con estremo favore: «La dottoressa Pasquale è innamorata del castello – riferisce il primo cittadino -, ha anche scritto dei libri a proposito e, da una chiacchierata informale, è nato il progetto. Inoltreremo una richiesta alla Direzione regionale dei beni culturali ed alla Soprintendenza, per definire sia la praticabilità della proposta, sia la questione dei costi, proprio perché siamo in presenza di un’altra amministrazione dello Stato e, inoltre, di una cooperativa che gestisce l’ingresso a pagamento al castello. Di certo, sono convinto che celebrare anche lì i matrimoni civili porterebbe ulteriore ricchezza all'indotto di Trani, giacché il turismo matrimoniale, come ha recentemente posto in risalto anche la trasmissione televisiva “Porta a porta”, è una delle voci più ricche del Pil del Paese».
