Il consiglio comunale è iniziato: venticinque presenti alle 18. La seduta, richiesta da 16 consiglieri, era iniziato con la mancanza del numero legale: al primo appello, effettuato alle 17 in punto dal presidente, Fabrizio Ferrante: vi avevano risposto tredici consiglieri, compreso il capo dell'assemblea.
Scintille fuori microfono fra Santorsola e Ferrante, con il primo a rimproverare al presidente di non avere atteso il suo breve, ma annunciato ritardo, ed il secondo che gli ha replicato di avere rispettato formalmente il regolamento.
Nuovo appello alle 18, con la maggioranza che ha operato scelte soggettive: il sindaco ed alcuni consiglieri ci sono; altri consiglieri no. Dall’altra parte, si rivede Ugo Operamolla.
Franco Altamura, estensore della delibera, lo ha letto in aula preliminarmente alla discussione. «Il Comune – ha esordito Altamura - ha impegnato una spesa che non intraprenderà mai. Pertanto, che senso ha chiedere ai cittadini, in questo momento storico, un ulteriore esborso di tasse per servizi che sicuramente non avranno mai? Pertanto, noi chiediamo di rimodulare l’intero Piano economico e finanziario. Come? Spetta al dirigente trovare la soluzione. Di certo, quand’ero piccolo e mia madre mi dava i soldi per andare a fare la spesa, se un prodotto non lo trovavo non mi mettevo in tasca i soldi, ma li riportavo a casa: il Comune di Trani sta facendo proprio così con i cittadini».
L’assessore alle finanze, Emilia Pappalettera, ha letto a sua volta la risposta del dirigente ad una sua richiesta di chiarimenti. Secondo il capo della ripartizione, «il termine ultimo per modificare l’impianto dei tributi locali, fissato da norme statali, è il 31 luglio 2014. E non sono ammissibili variazioni di tariffe dopo l’approvazione del bilancio di previsione».
Quanto ai costi del servizio, il Pef è stato modificato sulla base dell’importo fatturato dall’Amiu per il 2013 , e vi sarebbe una differenza fra i costi di quanto previsto nel contratto di servizio ed altri sostenuti fuori dello stesso. Il maggiore, pari a circa 800mila euro, è legato alla differenziata porta a porta. Lo scarto complessivo sarebbe di circa 2 milioni.
