Per Mimmo De Laurentis (Pd), «non ci sono mezze misure: c’è un milione di euro sottratto ai cittadini e che va restituito. Portateli a credito per il prossimo anno, fate quello che credete, ma quei soldi devono tornare ai cittadini. I servizi in più svolti dall’Amiu, peraltro, non c’entrano nulla con la Tari: la pulizia delle strade, i servizi cimiteriali vanno coperti con somme di altri capitoli, non con la tari spillata dalla tasche dei cittadini».
Franco Laurora (Verdi) ha ipotizzato la presunta destinazione dei soldi in più previsti dal Pef rispetto al contratto di servizio: «Servono per le nuove assunzioni all’Amiu, ma questo non è accettabile».
Nicola Di Pinto (Ad) ha ricordato che «dallo scorso mese di settembre la discarica è chiusa, e questo determinerà dei costi in più sul servizio. E, forse, quella presunta somma in più tornerebbe utile all’uopo. Ciò premesso, anche noi siamo favorevoli ad approvare quest’atto d’indirizzo».
Beppe Corrado (Ncd) ha provato a fare chiarezza: «Amiu ha proposto un Pef da 7.300.000 euro (e prevedeva cinquanta assunzioni) ed il dirigente ha calibrato la Tari su quel dato. Poi, il dirigente dell’Utc firma il contratto di servizio per una somma minore di circa 2 milioni. Ma il sottoscritto già da luglio aveva previsto che quella previsione del Pef era gonfiata. Ma io eviterei di scaricare le responsabilità sui dirigenti: sono sempre della politica».
Tommaso Laurora (Pd) ha ricordato che «questo consiglio comunale si fa solo perché sedici consiglieri l’hanno voluto, e voi vi state adeguando solo per questo motivo, anche perché i cittadini sono arrabbiati e lo abbiamo visto anche questa sera in aula. E, forse, si è solo puntato a fare cassa già sapendo che il servizio non si sarebbe svolto».
