«La crisi strutturale dell'immobile dell'istituto Vittorio Emanuele II sta portando alla chiusura, seppure momentanea, della casa di riposo, con sospensione del servizio. L’attività sta andando ancora avanti tramite un’ordinanza dell’ex sindaco, Giuseppe Tarantini, senza le necessarie opere di ristrutturazione dell'immobile. Questa strana e grave situazione porterà, a breve, l'allontanamento da Trani degli ospiti e la mobilità dei dipendenti».
Lo afferma il coordinatore territoriale della Flp, Michele Giuliano, che già a suo tempo aveva proposto al commissario dell'ente «una soluzione alternativa che avrebbe visto soddisfatte le esigenze del personale e degli ospiti».
Giuliano suggeriva l'utilizzo dei locali inutilizzati del presidio ospedaliero di Trani. «Purtroppo, però – informa lo stesso sindacalista -, pare che vi sia l’opposizione del direttore generale dell'Asl Bt, in quanto il nosocomio tranese sarebbe senza la necessaria autorizzazione antincendio». Nell’assenza di alternative in città, «ora si rischia il trasferimento coatto verso Spinazzola, con disagi e costi non sopportabili per dipendenti e visitatori degli ospiti».
La Flp, pertanto, chiede «un intervento della Regione Puglia affinché l’Asl Bt rilasci la concessione dei locali vuoti, e già ristrutturati dell'ospedale San Nicola Pellegrino, nell'attesa delle autorizzazioni che, comunque tutta la struttura che è in funzione necessita. Questa, al momento – sottolinea Giuliano - è l'unica soluzione praticabile in alternativa ai trasferimenti verso Spinazzola, Bari o Triggiano». La richiesta al sindaco in carica, inoltre, «laddove sia possibile, è un atto amministrativo che imponga il trasferimento al presidio ospedaliero di Trani».
La Flp, in ogni caso, manifesta «apprezzamento per l'impegno del presidente della casa di riposo, Carmela Craca, che in questi giorni si è mobilitata per la salvaguardia dei posti di lavoro».
