«La casa di riposo al San Nicola Pellegrino? Se non hanno alternative, vengano, ma non è la soluzione migliore». Giovanni Gorgoni, direttore generale dell’Asl Bt, non chiude alla proposta di presidenza e sindacati dell’Asp Vittorio Emanuele II, ma chiarisce il punto di vista dell’azienda, prospettando pregi e difetti dell’eventuale destinazione temporanea degli anziani, prossimi a lasciare la struttura di via Cappuccini per opere urgenti di ristrutturazione da eseguirsi.
«Il problema – spiega il Dg – è che si tratta di allocare pazienti che vivono in una casa di riposo in un'ala di un ospedale che non è allestita proprio come casa di riposo. Per prima cosa, manca il certificato antincendio, e poi c’è il fatto che sarà ancora un cantiere per diversi mesi, e questo non può essere compatibile con la tipologia di assistenza che si deve prestare ad un paziente anziano».
Secondo Gorgoni, «un ospedale viene costruito per fare l’ospedale, quindi vi si trovano corsie e stanze di degenza. Una casa di riposo, invece, ha stanze singole spazi comuni, una cucina, una sala soggiorno, un giardino. Comprendiamo si tratti di una soluzione provvisoria, ma, per meglio venire incontro alle esigenze di quella comunità, abbiamo proposto in alternativa l’ospedale Spinazzola, che ha già un piano che era stato allestito e strutturato per un Rsa, una fattispecie molto più vicina alla casa di riposo».
Spinazzola, tuttavia, è lontana sia per le famiglie dei quattordici pazienti, attualmente ospitati a Trani, sia per i sei dipendenti della struttura. Per questi motivi sarà difficile che tale ipotesi si prenda in considerazione. Gorgoni allarga le braccia giocando con le parole: «Per gli anziani di una casa di riposo, un ospedale non può essere ospitale, ma, alla fine l’ultima parola spetta all’Asp. Ne discuteremo insieme e poi decideranno serenamente».

