La vertenza di Villa Dragonetti giunge ad un altro momento cruciale, quello in cui, probabilmente, bisognerà operare una scelta che, peraltro, per i sindacati, ed in particolare per l’Usppi, non si deve porre neanche. Il principio delle organizzazioni dei lavoratori è che è impossibile reintegrarne un gruppo e lasciarne fuori altri: «Se vi è un esubero – dichiara il segretario nazionale dell’Usppi, Nicola Brescia -, tutti vanno reinseriti nel ciclo produttivo, e non è possibile che vi siano lavoratori di serie A e B».
Intorno a questa drammatica situazione, oggi, martedì 18 novembre, tornano a confrontarsi le parti per trovare una soluzione ad un problema che, apparentemente, sembra non averne. Come già abbiamo spiegato nel recente passato, a Villa Dragonetti c'è una questione di esubero di personale: 39 dipendenti, di fatto, sono stati già oggetto di preavviso di licenziamento da parte della congregazione che gestisce la struttura. Successivamente, nel momento in cui è iniziata la mobilitazione per evitare l'interruzione del rapporto di lavoro, si è giunti ad un accordo, con Regione ed Asl Bt, che prevedrebbe l'attivazione di un'ala della struttura residenziale, così che 15 di questi 39 lavoratori tornino in servizio.
Il problema, però, è che per altri 24 non c'è ancora nulla da fare e, proprio per questo motivo, l’Usppi rimane sul piede di guerra e, preannunciando un inasprimento dello stato di agitazione, già in corso, chiede in tutti i modi che si ritorni sulle decisioni assunte, estendendo la possibilità del reintegro a tutte le unità lavorative in bilico.
Peraltro, la situazione economica resta tutt'altro che floride, al punto che, secondo quanto il sindacato riferisce, da tre mesi i lavoratori tutti non percepirebbero lo stipendio.
In ogni caso, oggi l’Usppi è stata convocata presso la congregazione proprietaria della struttura residenziale. Non solo il leader Brescia, ma, anche, il segretario provinciale e presidente della Rappresentanza sindacale aziendale, Lucia Paradiso, chiederanno chiarimenti «sui licenziamenti – si legge in una nota -, sui criteri che la congregazione intende adottare e, soprattutto, sul mancato pagamento degli stipendi da luglio scorso. L’Usppi, da anni, sta insistentemente denunciando la gestione di Villa Dragonetti, ma la sua voce è rimasta inascoltata, con gravi ripercussioni sia sui dipendenti, sia sui pazienti, che, giornalmente ne subiscono le relative conseguenze invece di vivere con serenità la loro terza età».
