«Sono solito, in queste circostanze, più che giudicare, essere giudicato. Tuttavia, io dico che la raccolta differenziata, in questa macroarea che, inizialmente, era una microarea, è uscita bene dalla fase sperimentale pure in presenza di difficoltà che, in molti casi, hanno persino cambiato abitudini di vita».
Il bilancio del sindaco, Luigi Riserbato, dopo un anno di raccolta differenziata, è improntato ad una moderata soddisfazione, benché egli stesso sia cosciente del fatto che le cifre attuali, quantunque migliori di quelle del 2013, non siano in linea con le previsioni.
Riserbato, tuttavia, parte da quello che c’era prima di quel 18 novembre 2013, «quanto un po’ tutti – ricorda - avevano il cassonetto del tal quale sotto casa, il cui utilizzo rendeva il trattamento dei rifiuti tanto sbrigativo, quanto superficiale ed improprio. Il nuovo sistema ha creato un momento di destabilizzazione, si sono conosciute delle difficoltà perché non venivano rispettati i giorni precisi del conferimento della plastica, del vetro, della carta e così via, ma oggi, pian piano, abbiamo superato tutti questi problemi e ritengo che Trani sia pronta e matura per un allargamento della stessa da una macroarea a tutta la città».
Quanto ai problemi economici e politici, il sindaco non li nega, ma la sua lettura è che «l’Amiu è in sofferenza per la scelta della Regione Puglia prima di sovraccarica la nostra discarica, poi di fermarla: ciò comporta delle serissime preoccupazioni, io direi anche di altra natura, oltre che strumentalizzazioni politiche che io definisco assolutamente ignobili».
