Nel salone di Palazzo Discanno, sede dell’Associazione musicale culturale “Domenico Sarro”, s'è presentato il libro dal titolo «Il gioiello, tra arte, moda e cultura», della professoressa Tiziana Anna Piscitelli.
Già nella sola menzione del titolo anche chi non era presente può cogliere la voluta intenzione di intrecciare le arti e, diremmo noi fortunati che c’eravamo, di vederle tutte confluire nell’essere, nell’individuo, riuscendo di volta in volta a dargli un taglio di originalità. Infatti, cosa è un gioiello con materiali preziosi o, come accade più frequentemente, con materiali nuovi e forse più fruibili, se non un oggetto unico, ideato da un artista che, nello stesso momento in cui crea, pensa idealmente a chi lo possa gradire, a chi lo possa indossare e, se ha maggiore fortuna, a chi ha conosciuto e quindi glielo ha commissionato?
Il prof. Domenico Parente che ha introdotto il libro e ha amabilmente conversato con la scrittrice e creatrice di monili (alcuni esposti in sala), ha appunto ricordato che il gioiello è rappresentazione del sé. L’artista ospite lo ha definito con il ben noto termine ‘punto luce’, proprio perché valorizza e incornicia la persona e chi lo indossa. Il prof. Parente, nella sua presentazione, è singolarmente partito dalla proiezione de L’Apparizione, un dipinto del simbolista Moreau, in cui il punto luce è l’apoteosi, potremmo dire, della testa di Giovanni Battista che, appunto, sembra perdere la sua fisicità nei puntelli della cornice dorata in cui è avvolta.
Dinanzi alla testa decapitata c’è Erodiade e il bravo studioso ha aiutato i presenti a cogliere i diversi gioielli che mettono in risalto il corpo della donna e la danza da lei intrecciata. Di Giovanni Battista, i due protagonisti della serata hanno coralmente sottolineato il rosso rubino del suo sangue che stranamente non infastidisce la vista, anzi ben si mescola alla cornice dorata che circonda il capo.
Molto interessante è la riflessione sul gioiello che, pur essendo indossato per ultimo, mirabilmente è ciò che subito si coglie nella persona che lo indossa. La prof.ssa Piscitelli, adesso dobbiamo svelarlo, è laureata in Filosofia ed è quindi molto attenta alla sinergia che ad un tempo si scambiano l’oggetto prezioso e chi lo possiede. Interessante valorizzazione quindi della filosofia che, come ci siamo dette in un breve scambio a fine serata, è molto spesso ritenuta lontana dalla nostra società, tanto tecnologica, veloce e poco incline alla riflessione sull’essere.
Solo l’artista, invece, può orientare la sua creatività verso l’individuo, regalargli (come abbiamo detto in apertura) quell’unicità che invece una produzione industriale considera molto poco, troppo presa appunto dalla fretta di immettere l’oggetto sul mercato.
L’Associazione musicale culturale “D. Sarro”, come in occasioni simili, ha regalato momenti musicali che, nella presentazione di questo libro sono stati particolarmente graditi, perché l’arte, la cultura, si sono rinvigorite l’una con l’altra, offrendo ancora altre “preziosità” ai presenti. Chiara Balestrucci, Giancarlo Pellegrino e Paolo Scafarella, ci hanno regalato brani di Jensen, Stamitz e di Liszt, permettendo così al pubblico in sala di conoscere questi artisti attraverso le emozioni che i ragazzi stessi riuscivano ad esprimere e a far nascere nei presenti. Il confine, infatti, fra una creazione artistica e chi la fa propria, sia essa un gioiello, un brano musicale, una poesia, un quadro, è veramente invisibile, perché si “accomoda” nelle braccia dell’altro.
Un grazie particolare alla prof.ssa Cinzia Falco, direttore artistico dell’associazione, che ancora una volta ha fornito nuovi stimoli, egregiamente raccolti dalla prof.ssa Roberta Magarelli, direttrice della “Florestano Edizioni”, dalla prof.ssa Rosangela Cito, proprietaria della libreria “La Biblioteca di Babele” e, non ultimi, il prof. Parente e la prof.ssa Piscitelli. Il prossimo appuntamento è previsto per il 14 gennaio, con un preannunciato tuffo nel mondo delle fiabe.
Nicla del Vecchio
