«A settembre avevo proposto all'Amministrazione di occuparsi di un progetto che ritengo essere più che valido: Terrevive». Lo scrive il consigliere dell'Udc Giuseppe Tortosa, entrando ancora una volta nei dettagli del progetto.
Lo Stato italiano avrebbe messo in vendita e in locazione 5.550 ettari di terreni pubblici, appartenenti al Demanio, al Corpo forestale e al Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Di questi terreni circa il 20% dovrebbe essere dato in affitto mentre, la parte restante, dovrebbe essere messa in vendita. L'obiettivo del provvedimento, rivolto a chi ha meno di 40 anni, è di dare nuovo impulso all'imprenditoria agricola, settore chiave del Made in Italy, sfruttando le aree di proprietà pubblica idonee alla coltivazione, ma attualmente improduttive e abbandonate a se stesse. I lotti di valore superiore a 100.000 euro saranno assegnati tramite asta pubblica, mentre al di sotto di questa cifra, si ricorrerà a procedure negoziate, pubblicando un elenco di terreni sul sito dell'Agenda del Demanio e aggiudicandoli alla migliore offerta.
«Al decreto "Terrevive" si accosta l'agevolazione "Campolibero" rivolta ai giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni - continua Tortosa -. Questa seconda agevolazione è costituita da una detrazione per l'affitto dei terreni al 19% con ulteriori incentivi all'assunzione di giovani e un credito di imposta al 40% dei costi sostenuti per l'innovazione delle imprese».
«Due mesi fa avevo dunque esortato l'Amministrazione affinché si occupasse di questa iniziativa. Finalmente nuove opportunità per i giovani, perché lasciarci sfuggire queste occasioni? Carpe diem. In vista dell'avvicinarsi della data di scadenza, 26 gennaio 2015, vorrei chiedere all’assessore al ramo se ha verificato quanti e quali sono i terreni demaniali disponibili. Preciso, inoltre, che i terreni non venduti all’asta saranno aggiunti a quelli in fitto. La nostra terra deve essere valorizzata con ogni mezzo possibile. Non permettiamo a soggetti che non fanno parte del nostro territorio di interferire».
