Si è concluso con quattro condanne e sei assoluzioni il processo riguardante il degrado del civico Cimitero, scaturito da un'inchiesta, avviata nel 2008, dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, che aveva richiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di dieci persone coinvolte a vario titolo in quell’indagine.
Le condanne (pena sospesa) riguardano l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato (sei mesi), il sindaco uscente, Giuseppe Tarantini (quattro mesi) e, sempre per quattro mesi, i presidenti alternatisi alla guida della cooperativa Re Manfredi, che all'epoca gestiva i servizi cimiteriali, Corrado Cisotti e Gabriele dell'Oglio.
Tutti assolti gli altri imputati: i legali rappresentanti dell’epoca di Amiu, Francesco Giangualano e Nicola Sorrenti; il dirigente tecnico della stessa azienda, Michele Zecchillo; il geometra dell'Ufficio tecnico, Salvatore Ferrante; i custodi del cimitero, Antonio Muciaccia e Filippo Zaza.
Ancora prima del processo era stata stralciata dall'inchiesta la figura della dipendente comunale allora responsabile dei servizi cimiteriali, Angela Camposeo, nel frattempo deceduta, la cui posizione era stata archiviata per essere stata ella stessa, con puntuali segnalazioni scritte, a porre a conoscenza tutti gli organi competenti di quanto non funzionasse nel camposanto comunale.
I capi d’imputazione andavano dall’interruzione di pubblico servizio all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture, dall’omissione d’atti d’ufficio all’omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari, dall’omissione di lavori su costruzioni in degrado al falso ideologico.
Nel concreto, si contestavano questioni apparentemente più semplici, come la sporcizia nei viali, ed altre particolarmente spinose come la cattiva manutenzione dei loculi comunali e della zona inumazione. Ma anche la presunta alterazione di atti amministrativi.
Del caso si sono occupati recentemente, con ampio risalto, alcune televisioni ed organi di stampa, ma forse sono in pochi a ricordare che proprio “Il giornale di Trani”, con ampi reportage fotografici del marzo 2007 e gennaio 2008 (foto dell'apoca accluse), aveva documentato in maniera ampia ed inconfutabile una buona parte dei problemi finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica. E sembra proprio che, nel fascicolo dell’inchiesta, alla base della “notizia criminis”, fossero proprio accluse copie del nostro giornale.





