La casa di riposo Vittorio Emanuele II, come già anticipato nei giorni scorsi, si appresta a cambiare momentaneamente sede per permettere i lavori di ristrutturazione dello stabile storico di via Cappuccini, che mostra i segni del tempo.
Quando ciò avverrà, gli attuali 14 ospiti dovranno trasferirsi altrove e, al momento, la soluzione più gettonata resta quella dell'utilizzo di un’ala dell’ospedale San Nicola Pellegrino, con reparti non utilizzati che dovrebbero offrire un letto agli anziani trattati nella struttura ex Ipab, oggi Asp.
Il presidente dell'ente, Carmela Craca, ha già fatto sapere che questa sarebbe la soluzione migliore, anche per trattenere sia gli ospiti, sia i dipendenti, a Trani. Sulla stessa falsariga si è mosso il sindacato Flp, attraverso il suo referente territoriale, Michele Giuliano.
Maggiore prudenza, invece, arriva dalla Cgil, che manifesta ancora dubbi su tale eventuale destinazione anche alla luce di una risposta ufficiale tuttora non pervenuta dall’Asl Bt. Peraltro, il direttore generale, Giovanni Gorgoni, sempre rispondendo ad una nostra precisa domanda, ha fatto sapere che l'azienda non è contraria a priori a tale ipotesi, «ma un ospedale non è una casa di riposo – aveva precisato – e, ove mai si debba ricercare una soluzione di questo tipo, la risposta più appropriata sarebbe il nosocomio di Spinazzola, riconvertito a struttura socio sanitaria, piuttosto che quello di Trani, che, invece, oltre i posti letto, non può offrire una sala riunioni, una vera e propria cucina, spazi comuni e giardino, oltre a determinate certificazioni antincendio ed al fatto che, tuttora, è sede di vari cantieri. L’ultima parola, però – aveva anche chiarito – deve essere della casa di riposo».
In casa Cgil, il segretario generale della funzione pubblica per la Bat, Luigi Marzano ed i segretari Giulia Abbascià e Maurizio D’Alfonso chiedono invece «risposte certe sulle sorti dei lavoratori. Il sindacato – ricordano - ha incontrato nel mese di ottobre il sindaco di Trani, il quale aveva assicurato impegno nella tutela sia degli ospiti della struttura, sia dei livelli occupazionali. Ma noi siamo preoccupati per le sorti dei lavoratori, che da anni prestano la loro attività professionale presso la struttura al servizio degli ospiti della stessa, e per questo restiamo in attesa di risposte certe. Auspichiamo – proseguono dalla Fp Cgil Bat – che si giunga nel più breve tempo possibile ad un accordo tra tutti gli attori interessati, per ricollocare temporaneamente, in attesa della fine dei lavori, gli ospiti assistiti in accreditamento regionale con l’Asl Bt e, contestualmente, ricollocare le sei unità di personale presenti nella struttura».
Quanto all’ipotesi ospedale, «non conosciamo ancora il parere della Asl Bt. La nostra preoccupazione nasce dal fatto – concludono Marzano, Abbascià e D’Alfonso – che continuiamo a non ricevere gli opportuni chiarimenti, più volte richiesti, soprattutto sulla collocazione dei lavoratori che, a nostro avviso, devono seguire, anche a garanzia della continuità socio assistenziale, la ricollocazione degli ospiti della casa».
