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Spari in via Togliatti, la Polizia vuole sentire tutti: l'obiettivo dell'avvertimento non sarebbe un esponente delle forze dell'ordine. Il sindaco di Trani: «Incendio accidentale, fiducia nelle indagini»

Quattro colpi, calibro 9 corto, sparati non contro un bersaglio umano, ma un portone. Però ne hanno colpito i vetri ad altezza d’uomo e, se qualcuno fosse uscito da quello stabile, proprio in quel momento, dall’avvertimento contro qualcuno saremmo passati al ferimento di qualcun altro.

Tanto basta, in ogni caso, perché adesso la gente abbia paura, anche tenendo conto del fatto che, davanti a quel portone, soltanto la notte precedente, era successo dell’altro

Infatti, siamo in presenza di un doppio, inquietante episodio avvenuto in via Togliatti, la strada del quartiere Stadio, traversa di via Sant'Annibale Maria di Francia, che la sera di sabato è stata teatro dell'esplosione di quattro colpi di pistola all'indirizzo di un portone, lo stesso davanti al quale, la notte precedente, erano andate a fuoco tre auto.

La vicinanza fra i due eventi e, soprattutto, i troppi elementi in comune, hanno subito fatto ritenere che vi sia una correlazione tra gli stessi e che, probabilmente, in quello stabile abiti qualcuno contro il quale si stanno lanciando precisi segnali minatori.

A quanto s’è appreso, vi abiterebbe un dipendente delle forze dell’ordine, ma si tratterebbe di un amministrativo, non impegnato in operazioni sul campo e, quindi, difficilmente ipotizzabile come bersaglio designato di uno o più soggetti.

Tanto è vero che gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza, che stanno indagando con il supporto della polizia scientifica, da oggi ascolteranno tutti i residenti dello stabile e, probabilmente, anche di quelli che si trovano nei pressi.

Per fortuna, sabato sera, nessuno è stato raggiunto dai colpi che, però, hanno perforato i vetri del portone: se qualcuno, in quel momento, si fosse apprestato ad uscire di casa, sarebbe stato raggiunto dalle pallottole. L'episodio è avvenuto alle 22.15, in assenza di testimoni,  e ha spaventato non poco il quartiere, perché i colpi si sono uditi in maniera nitida.

Di certo, adesso, la gente non si sente sicura e chiede sia alle forze dell’ordine, sia alle istituzioni, maggiore tutela. «L’episodio dell'incendio pare, e sottolineo pare – dice il sindaco, Luigi Riserbato - non abbia avuto particolari tracce dolose evidenziate dai vigili del fuoco: sembrerebbe che una macchina sia andata in autocombustione ed il fuoco si sia propagato a quelle viciniori. Gli spari contro il portone sono un chiaro avvertimento verso qualcuno e ci preoccupano, ma sul punto sentirò domani (oggi, ndr)  il dirigente del Commissariato e vedremo cosa possa dirci. Da parte nostra, piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e convinzione che i cittadini possano ritenersi sempre sicuri».

Circa un eventuale interessamento del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, «torneremo a chiedere in tal senso un intervento - fa sapere il sindaco -, ma è anche vero che, nell'ultima occasione in cui abbiamo rappresentato su quel tavolo un problema molto serio, le risposte che abbiamo avuto hanno rispedito allo stesso Comune le soluzioni. Infatti – spiega il primo cittadino -, quando abbiamo posto il problema della recente aggressione di un nostro dipendente comunale, da parte di due soggetti, all'interno del palazzo di città ed in orario di servizio, c'è stato risposto di installare vetri di protezione. Tale soluzione, però, a nostro avviso, oltre a comportare spese non indifferenti per la pubblica amministrazione, appare anacronistica rispetto alla tendenza di tutti gli uffici pubblici, come, per esempio Poste italiane. È evidente, quindi, che se ci viene chiesto di installare una barriera che divida i dipendenti dai cittadini, oppure di illuminare meglio le strade, sono risposte parziali che, però, devo andare di pari passo con una altrettanto puntuale tutela del territorio. Resta il fatto, peraltro, e lo riaffermo, che nutriamo massima fiducia nell'operato delle forze dell'ordine».


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