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Il muraglione della villa di Trani sta nuovamente cedendo. Pressoché vane anche le recenti infiltrazioni in cemento

È davvero triste vedere un muro storico, che ha resistito per secoli, crollare sotto i colpi delle onde e dell’incuria. Purtroppo, in villa comunale sta succedendo proprio questo, in misura addirittura superiore rispetto a quanto già, varie volte, qust'organo d'informazione aveva documentato e denunciato.

Le infiltrazioni d'acqua marina nel terrapieno su quale si fonda la villa comunale sono sempre più pronunciate, ed il muro di contenimento dello stesso, sovrapponibile a quello che cingeva la città alle sue origini, sta cedendo, pietra dopo pietra, in più punti, compresi quelli che, nel settembre 2010, furono oggetto di un intervento di straordinaria manutenzione.

All'epoca, una ditta di Matera realizzò lavori consistenti in carotaggi, e successive infiltrazioni di cemento, utili a colmare i vuoti creati dal moto ondoso e, quindi a stabilizzare il terrapieno e ricostituire una barriera contro la forza del mare.

Tuttavia, ampie fessurazioni si sono riaperte lì e, soprattutto, anche da altre parti e, da allora, non si è realizzato più alcun tipo di intervento. Peraltro, l'impiego del cemento, ammesso e non concesso che sia stato efficace dal punto di vista difensivo, molto meno lo è stato sotto il profilo estetico.

Eppure, grazie alle sia pur parziali opere di canalizzazione dei reflui dei collettori alluvionali, ma anche alla presenza di una scogliera a pelo d’acqua, lo stesso muro, sul fronte del lungomare Chiarelli, sta resistendo più che bene.

Questo lascerebbe intuire che potrebbe anche essere sufficiente attrezzare la zona, al centro della villa, con un gran numero di ciottoli, per costituire non una barriera, ma, quanto meno, un primo impedimento - di sicuro naturale - per evitare che il mare sbatta sistematicamente sulle vecchie mura della città.

In questo modo si avrebbe un rallentamento dell'attuale situazione di deterioramento e, nel frattempo, si potrebbe anche procedere a lavori strutturalmente migliori ed esteticamente più efficaci.

In ogni caso, appare improrogabile che si ritorni a mettere mano a questo luogo particolarmente pregiato della villa comunale, perché, altrimenti, non avrebbe senso a avere riposizionato le anfore (facendone realizzare delle nuove), riqualificato le aiuole, il parco giochi e quanto altro si trovi in superficie.

In altre parole, se non si pone mano invece a quello che c'è sotto, alla fine il rischio, pressoché matematico, è la progressiva chiusura per inagibilità. Con tutte le pesanti conseguenze anche dal punto di vista dell’immagine turistica della città.


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