Macabro gesto in mattinata. Sulle scale del palazzo di città, infatti è stata depositata la carcassa di un gatto con la testa sgozzata: gli è stato spezzato il collo dopo averlo percosso su tutto il corpo. Il deprecabile episodio non avrebbe avuto testimoni, se non i dipendenti comunali che hanno scoperto l'animale in quello stato all'uscita dal lavoro.
Per Raffaella Merra, presidente della Enpa di Trani, "si tratta di un gesto gravissimo da condannare due volte. Si è scelto di fare il male peggiore nei confronti di un animale, per un macabro avvertimento verso qualcuno, al quale esprimiamo, a prescindere, la nostra solidarietà. Episodio da stigmatizzare con forza, con la speranza anche che se ne individui il responsabile".
A quanto si è appreso, però, il responsabile della morte del gatto non sarebbe la stessa persona che lo ha depositato davanti all'ingresso della casa comunale. A farlo, invece, è stato un cittadino, disperato per il fatto che il gatto era stato abbandonato sotto casa sua e, nonostante le ripetute chiamate agli organi competenti perché qualcuno lo rimuovesse, era rimasto lì. Alla fine il cittadino, stanco e indispettito per il fatto che non gli si desse ascolto, ha personalmente recapitato il gatto, all'interno di una scatola, davanti alla casa comunale.
In altre parole, non si è trattato di un'intimidazione, ma del gesto folle di una persona che ha massacrato un gatto, e di quello scomposto di un altro cittadino che si è sentito, a suo dire, ignorato dalle istituzioni. Probabilmente, però, egli stesso, adesso, finirà per passare i guai.
Intanto, la carcassa dello sventurato felino è stata rimossa a cura della Idapro, su richiesta del Comune.


