Il Piano degli impianti pubblicitari, presentato dall’assessore al ramo, Pasquale Annacondia, prevede quattro ambiti, di cui tre nel centro cittadino, ma una riduzione dell’area espositiva rispetto al piano precedente.
Per Ferrante, «siamo stati per anni nella piena illegalità. E troppe volte l’abbiamo favorita noi. Pertanto, voglio comprendere se questo piano non vada a sanare l’illegalità diffusa degli anni precedenti: basta con l’illegalità a cielo aperto».
Tommaso Laurora ha chiesto il ritiro del provvedimento per presunta carenza di documentazione, in quanto sarebbe un piano di natura urbanistica.
Secondo il dirigente competente, Michele Stasi, «di urbanistico non c’è nulla: questo piano richiama il regolamento sulla pubblicità ed è una fotografia degli impianti presenti sul territorio, prevedendo di mantenere gli impianti conformi ed eliminare quelli non conformi».
Anche secondo Triminì, però, «approvare questo piano senza una Valutazione ambientale strategica non è opportuno: qui è tutto abusivo e non si può ricondurre il problema al solo rispetto del Codice della strada».
Il sindaco, però, non l’ha presa bene: «Il dirigente s’è espresso, i passaggi nelle commissioni consiliari ci sono stati e non vedo perché dovremmo rinviare ancora. Tuttavia, mi conformerò alla decisione dell’assemblea».
Infatti, dopo una lunga sosta, il provvedimento è stato ritirato.
