Se le conseguenze negative di quel supposto operato negligente le avrebbero subite consumatori del territorio di competenza della giurisdizione del Tribunale di Trani, gli eventuali benefici, quantunque eventualmente illeciti, li hanno goduti a Roma. Pertanto, il processo legato all’inchiesta sulle revolving card di American express, avviata nell’ottobre 2009 dalla Procura della Repubblica di Trani, potrebbe tenersi non più presso il nostro tribunale, ma in quello della capitale.
Lo chiedono i difensori dei cinque manager di American express, rivendicando la competenza territoriale. Loro dire, il processo sulla presunta truffa ed usura che si celerebbero nelle revolving card, va trasferito dal Tribunale di Trani a quello di Roma, perché American Express avrebbe incassato lì gli oneri pagati dai clienti per effetto dei supposti meccanismi illeciti delle carte di debito e, dunque, il Tribunale di Trani sarebbe territorialmente incompetente.
Invece, secondo l'accusa sostenuta da pubblico ministero Michele Ruggiero, sulla base di denunce di cittadini residenti nei comuni del nostro comprensorio giudiziario, American Express avrebbe conseguito un ingiusto vantaggio patrimoniale grazie ad artifici e raggiri agevolati da clausole contrattuali insidiose poco chiare, e questo avrebbe causato danni economici per i clienti titolari delle carte gold e blue.

