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AGGIORNATO. Caso Beltrani, era solo questione di «coordinamento e comunicazione»: domani tornano tutti in classe

Ieri, in classe, sono entrati tre bambini, oltre quello che soffre di alcuni disagi per i quali è assistito da una docente di sostegno, un’assistente specialistica ed una messa a disposizione dalla famiglia. I quattro hanno regolarmente fatto lezione, dopo essersi presentati in presidenza, mano nella mano, felici di stare insieme, ma, allo stesso modo, dispiaciuti perché gli altri compagni non fossero ancora con loro.

La storia però, non si ripeterà più: domani, in questa classe seconda della scuola elementare del quarto circolo didattico Beltrani, in via La Pira, torneranno a sedere tutti e diciannove gli alunni trovatisi al centro di un episodio «che non è assolutamente di discriminazione nei confronti del bambino iperattivo presente in classe - hanno riaffermato a chiare lettere i genitori -. Non abbiamo nulla contro di lui, ma chiediamo solo maggiore sicurezza e, pertanto, un migliori raccordo tra gli organi scolastici che guidano il bambino nel suo percorso».

È quanto s’è impegnato a riconoscere il dirigente scolastico, Gaetano Scotto, al termine di un incontro con le famiglie al quale erano presenti, anche il vicario, Maria Mingrone, il presidente del consiglio d'istituto, Patrizia Cormio, l'assessore alla pubblica istruzione, Paola Mauro, il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, ed il consigliere comunale Bartolo Maiullari, che fa parte della commissione consiliare pubblica istruzione.

Il dirigente scolastico Scotto ha fatto notare ai genitori presenti che «quest'incontro si sarebbe dovuto tenere prima di arrivare a questo punto. Inoltre, l'assenza ingiustificata è una violazione dell'obbligo di frequenza scolastica, ha ribadito il dirigente.

Una mamma, rappresentante di classe, ha però riaffermato il problema della sicurezza: a quanto si è appreso, il bimbo iperattivo avrebbe sfondato un armadio e si sarebbe picchiato in più occasioni con altri bambini. «Nessuno li ha divisi - è stata la censura comune -, ma noi non vogliamo la sua esclusione – hanno proseguito le mamme -, bensì un maggior controllo».

Il dirigente ha spiegato che «il bambino è seguito per 25 ore e 40 minuti, sulle 27 settimanali, dalle insegnanti di sostegno e dalle assistenti specialistiche, ma la scuola provvederà a migliorare il coordinamento interno, assicurando più controllo sugli alunni».

L'assessore Mauro ha cercato di mediare, specificando innanzitutto che «il bambino non è iperattivo ma diversamente abile, e che, probabilmente c'è un problema nell'ingranaggio di assistenza al piccolo. Ma il problema - prosegue l'assessore - è la psicologia del bambino, e vi si pone rimedio creando aggregazione e clima sereno».

Quello invocato da un'altra mamma, che aveva pianto, commossa, dopo avere visto i quattro piccoli in presidenza mano nella mano: «Anche mio figlio ha sofferto l'assenza degli altri oggi».

In ogni caso, il ritiro degli alunni dalla scuola, per due giorni, è stato un segnale all’istituto, affinché vi sia un miglior coordinamento interno, a cominciare dal team che segue il piccolo. «Se fossimo stati contro il bambino e la famiglia – ci dice ancora la rappresentante di classe, avremmo chiamato i carabinieri quando sono accaduti i fatti più gravi. Invece, ci siamo rivolti all’istituto per richiedere maggiore attenzione. Non essendoci stata, a nostro avviso, abbiamo protestato in questo modo. Ora siamo certi che il problema si risolverà».

Di «incomprensione superata» parla anche il dirigente: «Forse è mancata la comunicazione diretta fra noi, genitori ed insegnanti. Dobbiamo affinare le modalità dell’azione didattica, ma sono contento dei chiarimenti intervenuti con i genitori. Con il dialogo si supera ogni problema».


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