Quello che andrà in scena questo sabato, 6 dicembre, alle 17.45, presso la libreria Tranilibri, sarà il terzo appuntamento della serie degli incontri dal titolo «Caffè filosofico». L'idea è di Gianni De Iuliis, docente di filosofia presso il liceo scientifico Valdemaro Vecchi, nonché consigliere comunale, vent'anni fa, con il centrosinistra durante l'amministrazione del sindaco Giancarlo Tamborrino.
Nonostante siano passati quattro lustri dalla sua attività politica, il contatto con la città De luliis non l’ha mai perso. Anzi, al contrario, ha calibrato in maniera diversa la propria attenzione al territorio, riuscendo ad interagire in maniera efficace, attraverso un'intuizione molto semplice, ma ben strutturata, con la comunità.
Per mezzo della filosofia ha raggruppato un sempre maggiore e qualificato pubblico, portandolo per mano attraverso una discussione sempre più ampia, ed allo stesso tempo profonda, sull'essenza della persona e della società.
Sabato prossimo si parlerà di «Eternità, essere sempre o essere per sempre». Nell'incontro precedente, invece, si è conversato di felicità, un tema che sembrerebbe fare a pugni con l'apparente stato di elevata tristezza che pare pervadere l'individuo oggi, soprattutto a causa di una crisi economica che toglie prima il sostentamento e, poi, il sorriso.
Ciononostante, la sala era gremita, quasi che tutti fossero in attesa di aspettarsi dalla filosofia le risposte che, diversamente, si stentano a scorgere, a cominciare dalla politica, la stessa alla quale De Iuliis, vent’anni fa, aveva fortemente creduto, ma dalla quale evidentemente sembra essersi allontanato, facendo della sua professione, il docente, lo strumento per creare una rinascita delle coscienze. In altre parole, altra forma, stessa speranza di ottenimento di un risultato anelato vent'anni fa.
Entriamo in libreria e troviamo il tutto esaurito, quindi, per un incontro che ha come oggetto un tema apparentemente semplice e banale: «Ma forse perché sono tutti alla ricerca della felicità – considera De Iuliis -, concetto di indiscutibile bellezza, quanto la volontà della gente di prendere parte a questi incontri per parlare, discutere, dibattere, riflettere, confrontarsi. Questo è il senso più profondo di quello che stiamo provando a fare».
Il paradosso è che, in un'epoca storica in cui spesso manca l'essenziale ed il cittadino manifesta il disagio per la carenza dei servizi, oltre che del lavoro, poi si riscontri il tutto esaurito per un incontro filosofico che, apparentemente non offrirebbe nulla di concreto. «Sembrerebbe una contraddizione – ammette il docente -, ma la filosofia serve proprio a questo, a comprendere come siamo noi, com'è la realtà, come ci si interfaccia con la realtà e credo che, un po' alla volta, aiuterà a trasformarla in meglio».
E Trani? «È una città che va ancora alla ricerca di se stessa – risponde De Iuliis -, ma tutti quanti abbiamo fiducia che ritrovi anche lei, presto, la sua felicità».





