Proviamo a ricapitolare. La refezione scolastica è, allo stato, oggetto di due gare da aggiudicarsi: la prima, per le primarie, delle durata di due anni; la seconda, per le materne, di un anno.
Nell’attesa della rispettiva definizione, prima s’è proceduto ad un affidamento diretto da 40mila euro, poi ad una determinazione a contrarre da 93mila euro. In questo modo, partendo dal 3 novembre scorso, si è assicurato il servizio almeno fino a Natale.
Un percorso ad ostacoli, nato dalla scarsa copertura finanziaria della scorsa estate, poi integrata da un emendamento al bilancio di previsione, approvato in consiglio comunale il 1mo agosto scorso. «Peccato, però, che solo sei giorni dopo, il 7 agosto 2014, la giunta, pur prendendo atto della volontà del consiglio, rilevava che “gli stanziamenti dell’intervento relativo al servizio di refezione scolastica” risultavano “essere maggiori del fabbisogno” e, quindi, effettuava una “retromarcia” andando praticamente ad annullare l’emendamento stesso».
A farlo notare è Claudio Biancolillo, delegato alla pubblica istruzione del Nuovo centrodestra, che pone in risalto la presunta contraddizione: «Ma come, prima non vi erano fondi a sufficienza, tanto da volere attingere al fondo di riserva, e poi sono diventati addirittura troppi?»
La verità, secondo Biancolillo, «è che una delle preoccupazioni della giunta era che “le riduzioni degli stanziamenti delle altre spese” avrebbero potuto “mettere a rischio le azioni, prefissate da quest’amministrazione, e ritenute strategiche per portare a compimento il programma elettorale prefissato”. Con tali motivazioni quindi, i fondi relativi ad assistenza specialistica, trasporto, refezione ed altri servizi, inerenti la pubblica istruzione, sono stati privati di ben 263.818,24 euro, vanificando l’emendamento, votato in consiglio comunale, che aveva garantito 300mila euro, grazie al quale tutti avevano ritenuto che la refezione fosse salva. Il dubbio, quindi – considera Biancolillo -, è che il ritardo dell’avvio sia del servizio di refezione scolastica, sia dell’assistenza specialistica, nonché la mancata garanzia che tali servizi proseguano senza alcun tipo di interruzione, siano imputabili alla mancata attuazione dell’emendamento “salva refezione”. Se quei fondi non fossero stati spostati verso altri capitoli, i servizi sarebbero partiti per tempo e si sarebbero programmati più correttamente?».

