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Gas metano a Trani, i Verdi rilanciano la questione: «Contratto scaduto da cinque anni, danno economico enorme»

Nel lontano 29.10.1980 il Comune di Trani sottoscriveva un contratto per la concessione del servizio di distribuzione del gas-metano nella nostra città con una durata prevista di 25 anni e scadenza al 26.9.2009.

Per tale motivo con la delibera di Giunta n. 251 del 29.12.2008 l’amministrazione Tarantini emanò un atto di indirizzo per la indizione di una nuova gara prevedendo il versamento , da parte dell’azienda aggiudicataria, di un bonus una-tantum non inferiore a 5 milioni di euro da destinare alla costruzione di un Tetro Comunale.

Con una successiva delibera di Giunta n. 26 del 18.3.2010 la stessa amministrazione ritenendo possibile una proroga legale del contratto in base ad una legge del 2006 ed una sentenza del Tar Puglia, ribadivano l’atto di indirizzo per la indizione della gara anche con l’aiuto di consulenti esterni  stabilendo il termine del 30.11.2010 per tutte le attività propedeutiche necessarie. Con la delibera inoltre si stabiliva che la ITALCOGIM avrebbe versato in favore del Comune di Trani la somma di euro 150 mila euro all’anno (pari al 10% del Valore del Ricavo di distribuzione di località). Il Comune di Trani inoltre dava atto del valore, come calcolato dal gestore, di circa 10 milioni di euro degli impianti di sua proprietà ( del gestore).

Nel frattempo, nell’indifferenza totale e senza alcuna spiegazione, è accaduto che la Italcogim sia sparita dalle bollette ritrovandosi gli utenti a trattare e lottare con la GDF SUEZ.

La nuova-vecchia Giunta, come al solito incapace di dare sfogo ad un minimo di attività amministrativa ha risolto ogni problema lavandosi la coscienza (amministrativa) emanando un ennesimo atto di indirizzo nel mese di Marzo 2013 finalizzato a mettere in essere ogni opportuno provvedimento ed iniziativa di studio(!!) ed un ennesimo dell’ennesimo atto di indirizzo nel mese di Marzo 2014 finalizzato a risolvere la vicenda.

Nel frattempo è accaduto inoltre che le norme siano cambiate ed il c.d. “Decreto del Fare” D. Lgs 164/2000 al fine di favorire la concorrenza tra i soggetti gestori del servizio e migliorare la qualità dello stesso ha introdotto un nuovo soggetto: l’ATEM ( Ambito territoriale minimo).

I successivi D.M. 19.1.2001 ed il D.M. 18.10.2011 hanno previsto la determinazione dei cc.dd. ATEM ( Ambiti territoriali minimi) costituiti tra i vari Comuni ( sono 177 in tutta Italia). Il Comune di Trani si ritrova quindi all’interno dell’ATEM costituito dai Comuni della BAT.

La legge in sostanza adesso prevede che questi ATEM dovranno bandire le gare del servizio di distribuzione del gas in tutti i Comuni facenti parte dello stesso entro il 2017, individuando la stazione appaltante nel Comune Capoluogo di Provincia o in un soggetto diverso ( Comune o società patrimoniale).

Se gli ATEM non faranno le gare le Regioni o il Ministero dello Sviluppo nomineranno dei commissari che faranno le gare stabilite dalla legge.

Preso atto degli inutili, nel senso che non hanno avuto alcun effetto conseguenziale concreto, atti di indirizzo ci piacerebbe sapere:

 1) il vecchio gestore ha versato al Comune le somme dovute (150 mila euro all’anno)?;

2) il Comune di Trani ha verificato correttamente il valore degli impianti in modo da determinare il costo da porre a carico del gestore subentrante?;

3) cosa è stato fatto per la nuova gara?;

4) E’ possibile sperare che il Comune di Trani possa svolgere un ruolo di rilievo nella delicatissima ed importantissima partita di affidamento del servizio all’interno dell’ATEM o come al solito tutto sarà delegato agli amici Biscegliesi, Andriesi o Barlettani?

Michele di Gregorio - Francesco Laurora - Verdi Trani

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