Esattamente un anno fa, anche a Trani, in uno scomposto sentimento di ribellione che, peraltro, non riuscì ad amplificarsi estendendosi a tutta la popolazione, ebbe luogo la protesta dei cosiddetti forconi o del mai ufficialmente costituito «Comitato 9 dicembre».
Si partì dalla notte con i primi blocchi, compresi i distributori di carburante, nei pressi del casello autostradale di Andria. Poi, nel corso della mattinata, iniziarono le serrate forzate di alcuni esercizi commerciali, di fatto imposte da gruppi di persone sui quali, poi, si sarebbe focalizzata l'attenzione della magistratura, anche con arresti per reati a vario titolo.
Dal punto di vista delle manifestazioni pacifiche, a Trani si assistette ad un corteo che partì da piazza della Repubblica, alla non effettuazione del mercato settimanale e ad isolati momenti di protesta e sensibilizzazione, compreso un incontro con il sindaco di Trani, che, peraltro, non portarono da alcuna parte.
Non si è mai compreso, effettivamente quali risultati concreti il 9 dicembre abbia portato sia nel Paese, sia in città. Restano, peraltro, le immagini di giorni di gran confusione e disagi.
Ed oggi, a distanza di un anno, anche e soprattutto con riferimento a quello che sta accadendo nella Capitale, sembrerebbe riaffiorare un clima simile almeno dal punto di vista dei sentimenti che la gente proverebbe dentro di sé. Ma la forza per tornare a manifestare in quel modo, già sapendo che, probabilmente, le conclusioni sarebbero le stesse, questa volta sembra mancare del tutto: come un anno fa, manca un benché minimo coordinamento e, alla lunga, recitare a soggetto non paga.








