Lo abbiamo posto in risalto ieri: «Antico fondaco dei Carola, chiamato anche "dei Lombardi", il fondaco dei Longobardi rappresenta il simbolo dello storico e blasonato commercio marittimo di Trani».
Soprattutto per questa dimensione storica, tre anni fa, l’amministrazione del sindaco Giuseppe Tarantini aveva scelto di collocare, al centro della piazza restaurata, le tavole artistiche di Antonio Lomuscio raffiguranti gli Ordinamenta maris, vale a dire le prime leggi del commercio e navigazione marittima, promulgate a Trani nel 1063.
Peraltro, come già segnalato alcuni gioni fa, le tavole, asportate da piazza Longobardi la scorsa estate, sono, da quel giorno, “parcheggiate” presso la scuola elementare del II circolo didattico “Petronelli”, nell’attesa di una loro definitiva sistemazione. Dovrebbero trovare posto proprio nello stesso plesso scolastico, a disposizione dell’apprendimento storico degli alunni.
I tempi di attesa, però, si stanno prolungando oltre misura. «Mi sto sentendo ogni giorno con l'assessore ai lavori pubblici Capurso – riferisce il sindaco, Luigi Riserbato - e, di certo, non le abbiamo dimenticate. La piazza sta riprendendo la sua identità, le tavole rivedranno la luce in sicurezza. Non è da escludere una diversa sistemazione rispetto alla scuola Petronelli, ma l'importante, preliminarmente, è il loro restauro».
Sul punto, interviene l’ex assessore alla cultura, Salvatore Nardò: «Avevo affrontato questo argomento da assessore e, nella condivisione della possibilità della piazza di tornare a fare la piazza, avevo proposto due alternative, entrambe disattese. La prima, spostarle logisticamente sempre sulla piazza, ma in modo tale da non impedirne il completo utilizzo, cosa che accadeva avendole disposte al centro della stessa. La seconda, che a me pareva bella e riscontrava il consenso di diverse associazioni e persone di cultura, spostarle all'ingresso della biblioteca comunale, sulla piazzetta San Francesco, di modo che facessero da nobile entrata nel tempio della cultura della città ed aprissero ai giovani studenti le porte di un viaggio nella storia locale. Condivido che rinchiuderle in una scuola è la cosa peggiore che si possa fare».

