Si è svolto nei giorni scorsi, presso il palazzo di città, un incontro tra la dottoressa Rosa Uva, assessore al personale, il dottor Donato Susca, segretario generale, ed alcuni agenti precari di polizia locale che hanno terminato di lavorare presso il Comune di Trani a fine dicembre 2013.
L'incontro era stato chiesto dagli stessi precari, in quanto, alla precedente riunione, lo stesso sindaco aveva richiesto un aggiornamento all'esito dell’allora imminente sentenza della Corte di giustizia europea. Nel caso di esito favorevole, sempre il sindaco aveva assicurato che avrebbe in tutti i modi ricercato un esito positivo per la soluzione della questione.
Purtroppo, l'assessore Uva ed il segretario generale, disattendendo quanto precedentemente affermato dal sindaco, hanno espressamente dichiarato che, nonostante la favorevole sentenza europea per i precari, non avrebbero percorso alcuna strada conciliativa.
Si ricorda che la Corte di giustizia europea, per inciso, ha condannato lo Stato italiano ad assumere i precari della pubblica amministrazione, tutti e non solo i docenti, che abbiano superato il limite dei trentasei mesi presso lo stesso datore di lavoro. Si ricorda, anche, che tre vigili precari sono tornati a lavorare da qualche giorno, in virtù di una sentenza del giudice del lavoro di Trani, mentre per gli altri tredici pendono, presso lo stesso Tribunale, azioni risarcitorie di notevole entità, oltre alla richiesta di trasformazione del contratto a tempo indeterminato: gli stessi avrebbero, tranquillamente, potuto lavorare nelle more della risoluzione della vicenda.
Il Comune di Trani, tuttavia, sembra fare orecchie da mercante, ponendo nel nulla una sentenza storica nel rapporto del pubblico impiego e vanificando, almeno per il momento, quanto statuito dai giudici europei: il cui giudicato, si ricorda, ha valore vincolante per gli stati membri.
Pertanto, ci si sente lesi nel diritto al lavoro e ci si pone una domanda: in questo periodo di spending review, chi si accollerà le spese del giudizio? Sicuramente i giudici aditi condanneranno il Comune di Trani all'assunzione dei precari, oltre al risarcimento ed alle spese dei loro avvocati.
Già il Tribunale di Torino ha tenuto conto della sentenza della Corte di giustizia europea e il 5 dicembre scorso e ha risarcito una docente precaria riconoscendole quanto previsto dal suo ricorso. Qual è, dunque, l'utilità di questa condotta? Nel giudizio civile si definirebbe una "lite temeraria", che porta ad un inasprimento delle conseguenze della condanna in caso di soccombenza. Non sarebbe stato meglio, allora addivenire, ad una soluzione transattiva della vicenda? Ma tanto... paga Pantalone.
Roberto Sinisi, ex agente precario di polizia locale
(ndr) Si precisa che l’autore della missiva non era presente all’incontro che la stessa richiama.
