Mentre le telecamere della Rai presentavano in diretta uno spaccato veramente invidiabile del mercato settimanale, con particolare riferimento al settore agroalimentare di piazza Madre Teresa di Calcutta, a breve distanza da lì gli operatori del consueto mercato commerciale del martedì lamentavano i primi problemi derivanti dal loro forzato trasferimento da un capo all'altro dell'area di vendita.
Come è noto, da un paio di settimane, per loro, il mercato si tiene non più all'inizio di via Superga, nell’area sottostante il viadotto Trani centro della strada statale 16 bis, ma nella parte opposta della strada, nei pressi dell'incrocio con via delle Tufare, dove si sono liberati gli spazi per ospitare 27 bancarelle, trasferite a causa di un’ordinanza di sgombero emanata già tre anni fa dall'Anas.
Come si ricorderà, l'ente titolare delle strade statali aveva emanato il provvedimento cautelare dopo che, proprio quattro anni fa, il 16 dicembre 2010, un tir era precipitato dal viadotto all'alba di una giornata in cui, per fortuna, il mercato settimanale non si teneva. Il conducente si salvò, non ci furono vittime, ma da quell’evento si ebbe precisa la sensazione che l'area non fosse sicura per la vendita.
Sono trascorsi quattro anni ed è servita una nuova diffida, senza ulteriori possibilità di rinviare l'attuazione del provvedimento da parte del Comune, e questa volta il trasferimento è avvenuto. «Ma noi, adesso, dobbiamo ricominciare tutto da zero - hanno detto i commercianti al cronista, che è andato a sentire come andassero i loro affari dopo il trasferimento -. Purtroppo abbiamo perso tutta la nostra clientela - fanno sapere - perché la gente, ormai, s’era abituata a conoscerci ed a riconoscere il luogo in cui ci trovavamo, che era proprio quello sottostante il viadotto. Comprendiamo perfettamente che il problema della pubblica sicurezza sia preliminare rispetto a tutto il resto – ammettono -, però adesso facciamo veramente fatica e, soprattutto, non comprendiamo perché noi ci siamo trasferiti, ma altre bancarelle, di fronte o a breve distanza, siano ancora lì».
A dette di questi ambulanti, infatti, sarebbero stati trasferiti meno operatori rispetto al raggio di pericolo che un nuovo episodio come quello del tir determinerebbe: «Qualora, malauguratamente, dovesse nuovamente verificarsi un episodio come quello – pronostica Antonio -, non crediamo gli altri colleghi ed i clienti siano al riparo da incidenti, e la tragedia sarebbe sempre dietro l’angolo».


