«Il trasferimento temporaneo degli ospiti della casa di riposo deve essere attuato presto e per tutti gli ospiti indistintamente, in vista dei lavori di adeguamento dell'immobile. A questo, se si aggiungesse anche il seguito dei sei dipendenti, avremmo raggiunto l'optimum». Così il presidente del Cda della casa di riposo Vittorio Emanuele II, Carmen Craca, al termine di una giornata molto delicata, quella in cui gli ospiti della struttura avrebbero dovuto varcarne la soglia, in uscita, per trasferirsi provvisoriamente a Casa Alberta, in quel di Corato.
Il trasferimento, ieri, non è avvenuto perché avrebbe dovuto riguardare solo dieci dei quattordici ospiti, e questo avrebbe determinato disomogeneità e disparità di trattamento che, obiettivamente, avrebbero aperto un «caso nel caso» e fatto ipotizzare persino il rischio dell’interruzione di un servizio pubblico in favore di quattro persone.
Quel che è certo, dunque, è che il trasferimento sarà contestuale, e per tutti gli ospiti. Più difficile che li segua anche il personale, dall’altro giorno in stato di agitazione: «Non privare gli anziani di un importante punto di riferimento nella fase di passaggio da una struttura ad un'altra è fondamentale – fa notare il presidente -, e sentire le solite voci amiche può alleviare il loro disorientamento iniziale. Per tali motivi, in questa delicata fase della vita della casa di riposo – fa sapere l’avvocato Craca - stiamo mettendo in campo tutte le attenzioni e cautele affinché questo cambiamento non sia traumatico, sia per gli ospiti, sia per i dipendenti».
In ogni caso, il personale, per il momento, godrà delle ferie arretrate non godute, in alcuini casi fino ad un mese e mezzo. Nel frattempo, si dovrebbe trovare una soluzione per la ricollocazione dei sei dipendenti.
Quanto alla spada di Damocle della possibile chiusura della centenaria casa di riposo, «si può e si deve salvare – dichiara convinto il presidente -. Lo dobbiamo alla città, ai tranesi, ai tanti benefattori che, con le loro donazioni, hanno consentito di dotare la struttura di un proprio patrimonio, ai tanti dipendenti che negli anni hanno permesso di assistere tanti anziani di ogni ceto sociale e reddito, e lo dobbiamo anche a tutte quelle famiglie che oggi hanno bisogno di un punto di riferimento assistenziale e sociale sul territorio. Per fare questo, il Cda ha deliberato e protocollato al Comune la richiesta di concessione in uso perpetuo del convento dei Cappuccini, al fine di superare la annosa questione della proprietà dell'immobile e procedere speditamente ai lavori di adeguamento. Siamo convinti – conclude il presidente - che non mancherà il supporto da parte dell'amministrazione, ma abbiamo bisogno della massima collaborazione ed attenzione in questa fase così delicata nella vita della storica struttura».
