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Tra le lacrime, ospiti tutti via: la casa di riposo, da ieri, è vuota. Giuliano (Flp): «Politica completamente assente e responsabile»

La casa di riposo Vittorio Emanuele II, da ieri mattina, per la prima volta nella sua storia centenaria, è vuota, senza anziani. Quando gli anziani hanno varcato la soglia, per trasferirsi a Corato, pochi hanno trattenuto le lacrime fra ospiti, parenti e dipendenti.

Non ha pianto chi non c’era. E c’è chi, di tali assenze, si lamenta pubblicamente: «Nell’indifferenza politica tranese più totale – scrive il coordinatore territoriale della Flp, Michele Giuliano -, i 14 ospiti dei gloriosi Cappuccini, mesti, hanno lasciato la loro dimora per un provvedimento dirigenziale del Comune di Trani».

La storia è ormai nota: tutti a Casa Alberta, con cui si è definita la relativa convenzione. Tutto questo, almeno nei programmi, nell'attesa che nell’ex convento di via Cappuccini si realizzino i lavori di restauro ed adeguamento da tempo previsti.

L’ente vive da tempo una situazione di difficoltà economica molto grave, che non ha mai permesso di realizzare lavori strutturalmente importanti per l'adeguamento dell'edificio, per non parlare della costruzione della nuova casa di riposo.

Così, si è andati avanti nel tempo mettendo pezze e facendo di necessità virtù, ma questa volta il sindaco, Luigi Riserbato, anche e soprattutto a causa di una diffida provenuta dalla Regione Puglia, a seguito di un’ispezione dei carabinieri del Nas, non ha potuto rinviare oltre: tutti fuori, e si mette mano ai lavori.

Ma i problemi non sono mancati e tuttora paiono spinosi: «Gli unici soggetti che hanno tentato una risoluzione dignitosa alla vicenda di ricollocazione sia degli ospiti, sia del personale – scrive Giuliano - sono stati il presidente, i superstiti del Cda (dal quale si è dimessa Carmela Cassese, ndr) e le organizzazioni sindacali».

Le sigle hanno richiesto l’apertura di un tavolo presso Prefettura, Regione e Comune, «ma in un mese di tempo nessuna di queste autorità ha ritenuto opportuno costituire il tavolo – fa sapere Giuliano - ed affrontare il problema. Certo, è stato più facile arrivare all’ultimo giorno, all’ultima ora ed ultimo secondo, per poi dire che “non c’è più niente da fare».

A detta di Giuliano, pertanto, «il Governo, la Regione ed il Comune sono equanimemente responsabili di questo scenario che vede gli ospiti trasferiti in altra struttura (privata e con costi superiori) ed i dipendenti senza un periodo di lavoro piuttosto lungo, con il rischio della retribuzione e senza ammortizzatori sociali. Prendersela con i soggetti più deboli e che non hanno una forza contrattuale – conclude Giuliano - provoca lo sdegno dei cittadini e di chi ne subisce le conseguenze. La Flp continuerà il suo impegno per risolvere la vertenza in atto».

Intanto, il personale va in ferie, avendo accumulato fino ad un mese e mezzo di giorni di riposo ancora non goduti. Ma questo servirà solo a tamponare, nella speranza che si trovi una soluzione definitiva. Quel che è certo è che il 18 dicembre 2014, checché se ne dica, diventa una data, non memorabile, che si consegna alla storia della città.


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