I miei ricordi legati alla casa di riposo tranese per la quale, per anni, mia madre ha prestato servizio, sono sicuramente molto positivi. Da ragazzo, quando ero solito andare a trovare mia madre, ho avuto la possibilità di conoscere perfettamente la struttura. Uno spazio pieno di serenità che conteneva dai 50 ai 60 ospiti. Una struttura che già allora non era perfetta, ma che ancora non conosceva il degrado e l’abbandono.
Si dice che una casa non sia una mera questione di cemento e mattoni, ma di amore. Anche uno scantinato può essere meraviglioso. Eppure non è proprio così, perché anche questo scantinato ha bisogno di cure e di una manutenzione costante. Come è possibile che nel corso del tempo, Amministrazione dopo Amministrazione, la Vittorio Emanuele II di Trani sia finita nel dimenticatoio?
Nessuno ha avuto la caparbietà di mantenere la struttura al passo con i tempi e, così, senza troppe difficoltà, i problemi si sono accumulati, lasciando ampio spazio all’incuria e all’abbandono.
L’auspicio, nonostante tutto, è che questi nostri nonni tornino presto a Trani e che i fondi destinati alla casa di riposo siano adeguatamente spesi per i lavori di ristrutturazione, affinché torni ad essere un posto accogliente che abbia, prima di tutto, le sembianze di una vera casa. Meglio tardi che mai.
Giuseppe Tortosa (capogruppo Udc-Ncd)
