Avvocato, consigliere comunale di Trani poi dimissionario, viene definito come "fedelissimo del vice Sindaco (ex) Di Marzio". Per lui l'accusa di aver interferito illecitamente nella gestione dell'appalto per la vigilanza al Comune di Trani e - su mandato e d'intesa con il vice sindaco - provvedeva personalmente e direttamente a chiedere tangenti alle società partecipanti alla gara.
Secondo l'accusa "al pari del consigliere Damascelli, si adoperava per fare assumere presso società appaltatrici di pubblici servizi prestati all'Amiu, persone della propria parte politica (in cambio di promesse di voto) anche in violazione di leggi e bandi di gara".
