Si costituisce di circa 150 pagine la copiosa ordinanza firmata dal Gip di Trani, Francesco Messina, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Michele Ruggiero, da cui muovono i provvedimenti cautelari che hanno scatenato la bufera giudiziaria di Trani, con sei persone arrestate (tutte di Trani) ed altre sette indagate.
Quattro le custodie cautelare in carcere: Giuseppe Di Marzio (67 anni, vice sindaco uscente, revocato con l’azzeramento della giunta dello scorso 4 giugno); Antonello Ruggiero (47, amministratore unico dimissionario dell’ex municipalizzata Amiu); Nicola Damascelli (42, consigliere comunale in carica di maggioranza, del Movimento Schittulli, maggiore suffragato alle elezioni del 2012); Maurizio Musci (44, consigliere comunale dimissionario di maggioranza dell’ex Pdl, di cui era capogruppo). Due le misure ai domiciliari: Luigi Nicola Riserbato (45, sindaco in carica, della Puglia prima di tuto); Edoardo Savoiardo (59, responsabile dell’Ufficio appalti del Comune di Trani).
In stato di libertà risultano indagate, inoltre, le seguenti persone: Pasquale Mazzone (63, Ruvo, segretario generale all’epoca dei fatti contestati); Claudio Laricchia (44, Bari, ex dirigente dell’Ufficio tecnico e presidente della commissione di gara nell’appalto principe dell’inchiesta, quello della vigilanza degli immobili comunali); Yanko Tedeschi (Bari, 41, ex direttore di ragioneria e componente la commissione); Elsa Coppola (56, Lecce, maresciallo di polizia municipale, componente la commissione); Francesco Lupo (51, Palermo), Massimo Aletta (50, Reggio Calabria), Nicola Lisi (57, Bari), tutti riconducibili alla società Sicurcenter, vincitrice della gara.
I destinatari della misura sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, concussione, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, ed altro.
