Dopo una fine settimana quasi surreale, Trani prova a tornare alla normalità non senza dimenticare i tanti interrogativi che, tuttora, accompagnano le prospettive per la città dopo che della Procura della Repubblica ha smascherato il cosiddetto “sistema” che si sarebbe articolato tra pubblica amministrazione e soggetti, a vario titolo, entrambi in grado di pilotare appalti, assunzioni, ed orientamenti elettorali.
L’arresto di sindaco (Luigi Riserbato), vice sindaco uscente (Giuseppe Di Marzio), consigliere più suffragato (Nicola Damascelli), ex capogruppo dimissionario del partito di maggioranza relativa (Maurizio Musci), amministratore unico dimissionario dell’azienda dei rifiuti (Antonello Ruggiero) e funzionario dell’Ufficio appalti (Edoardo Savoiardo) hanno leso non poco, allo stato, l'immagine della città e ne complicano le prospettive.
Stamani si attenderebbe la comunicazione da parte del sindaco, tuttora ai domiciliari, delle dimissioni. Tale passo, però, non sarebbe per nulla certo, soprattutto perché il primo cittadino, attraverso il riesame, potrebbe vedersi revocare la misura e scegliere di proseguire il mandato. Peraltro, ci sono i canonici venti giorni per dimettersi oggi e ripensarci domani.
Nel frattempo, però, consiglieri comunali e soggetti politici a vario titolo mirano alle dimissioni collettive della metà più uno degli aventi diritto al voto in consiglio comunale: diciassette firme determinerebbero lo scioglimento automatico e nuove elezioni la prossima primavera, nel turno che comprenderà anche le regionali.
L’occasione potrebbe presentarsi, domani, con un consiglio comunale (convocato prima della bufera giudiziaria) per l'approvazione urgente del Piano annuale del diritto allo studio. In tale circostanza l'opposizione vorrebbe confidare “sulla collaborazione di chi, nella maggioranza sente di non fare parte del sistema - dice il capogruppo del Partito democratico, Mimmo De Laurentis -. Noi, da questo scenario, ci siamo sempre dissociati e vogliamo farlo con forza adesso, perché i cittadini sappiano che non ne facciamo parte. Ripetutamente abbiamo chiesto al sindaco di denunciare il sistema e dimettersi, ma questo non è accaduto ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ora abbiamo l'occasione per porre fine noi, autonomamente, a quest’esperienza politico amministrativa non memorabile, prima che Ministero dell'interno e Prefettura ci impongano un commissario per un oltre anno”.
Intanto, la reggenza della giunta comunale è affidata a Giuseppe De Simone, vice sindaco in carica, metre si attendono comunicazioni della Prefettura di merito alla prevedibile sospensione dalla carica elettiva di Damascelli, al cui posto subentrerebbe Ornella Gelso.
Intanto, per quanto riguarda l'inchiesta, numerosi sono gli sviluppi ipotizzabili, sia con riferimento alla posizione degli altri sette indagati a piede libero, sia alla luce degli interrogatori delle prossime ore: soprattutto il sindaco avrebbe molte frecce nell'arco perché le indagini si allarghino ad altri soggetti e scenari finora pressoché estranei al fascicolo del Pm Michele Ruggiero.
