Nessuno scioglimento del consiglio comunale, né commissariamento del Comune. La Prefettura di Barletta Andria Trani non avrebbe previsto, almeno per il momento, alcun tipo di provvedimento di questo genere, perché l'inchiesta in corso sul cosiddetto «sistema Trani» non innescherebbe alcuna delle conseguenze previste dal Testo unico sugli enti locali.
Quantunque il Prefetto, Clara Minerva, sia in ferie fino al 29 dicembre, da Trani si sarebbero chiesti lumi presso il Palazzo del governo e, per il momento, lo senario sembrerebbe, almeno in parte, rassicurante.
A questo punto, dunque, si attenderebbe soltanto l'eventuale provvedimento di sospensione dalla carica elettiva di Nicola Damascelli, unico consigliere comunale in carica ristretto agli arresti, e per quanto riguarda il diritto di voto in consiglio comunale, del sindaco Luigi Riserbato, che si trova ai domiciliari.
Ma di scritto, allo stato, non c’è nulla e, pertanto, tale ipotetico scenario sarebbe utile, per il momento, solo a comprendere come muoversi nelle prossime ore, navigando a vista.
Pertanto, la seduta del consiglio comunale di oggi è regolarmente convocata, e si può altrettanto ritenere centrale nel clima di sostanziale stallo che la città e la sua classe dirigente stanno vivendo. Con il Piano comunale per il diritto allo studio che finisce in mezzo alla bufera giudiziaria e, paradossalmente, diventa la priorità rispetto al «sistema» di cui tutta la città ancora parla.
Di sicuro, il consiglio comunale di scena oggi, alle 9.30, convocato prima che scoppiasse il caso giudiziario, diviene il crocevia delle possibili soluzioni politiche che l’inchiesta in corso potrebbe determinare.
La giornata di ieri, intanto, forse anche a causa della seduta odierna, è trascorsa senza alcuno scossone, anzi in un clima veramente surreale che si viveva, soprattutto, a Palazzo di città, nei cui corridoi e stanze regnavano un silenzio ed una tranquillità mai visti prima.
Al secondo piano, il corridoio che conduce al gabinetto del sindaco era insolitamente aperto: evidentemente, gli appuntamenti in agenda saltati e la necessità di evitare ulteriori, eventuali problemi, hanno consigliato di aprire i varchi e dare a ciascuno l'immagine di una casa comunale serena.
Intanto, per il momento, il sindaco non ha rassegnato le dimissioni, mentre dalla Prefettura, come dicevamo, allo stesso tempo non sono giunte comunicazioni formali di alcun tipo per quanto riguarda l'eventuale destino del consiglio comunale, quantunque il non scioglimento paia plausibile.
In ogni caso, il consiglio comunale odierno ha davanti varie strade. Essendoci una seconda convocazione (fissata per il 29 dicembre alla stessa ora), si potrebbe scegliere di non entrare nell'attesa di nuovi ed ufficiali sviluppi. Per altro verso, la seduta potrebbe effettuarsi, si potrebbe votare il provvedimento, vista l'urgenza, e poi l'opposizione punterebbe alle dimissioni collettive.
A quel punto, però, bisognerebbe capire chi, dall'altra parte, sarebbe disposto a sottoscriverle: servono almeno 17 firme e, allo stato, nessuno si farebbe fatto avanti. Del resto, la maggioranza attenderebbe che si dimetta il sindaco, ma potrebbe anche darsi che il sindaco che sia il consiglio a farlo cadere.
A quel punto, però, prolungandosi lo stallo e non essendo terminata l’inchiesta, Trani può davvero dirsi al riparo da, altre clamorose sorprese? La risposta non dovrebbe tardare a giungere.

