Quattro amici che si ritrovano, un quartetto di prestigiosi musicisti che lasciano nelle nostre teche un’importante testimonianza della musica jazz: Fabrizio Bosso (tromba), Guido Di Leone (chitarre), Giuseppe Bassi (contrabbasso), Mimmo Campanale (batteria).
Il loro recente progetto “Four Friends in Bari”: incontrarsi tra amici e suonare come in una jam session, arrangiando ciascuno secondo le proprie inclinazioni, mettendo in comune le idee, il modus operandi e le emozioni. Mai come in questo disco ogni musicista è realmente consapevole del proprio strumento, attraverso il quale è abile comunicatore. Swing, sperimentazione, maestria e lirismo sono solo quattro degli ingredienti di un complesso menu musicale che si reinventa in ognuna delle undici tracce.
Un sound dinamico e creativo che si trasforma grazie alla notevole capacità di interplay tra Giuseppe Bassi e Mimmo Campanale, in un continuum moderno e contrappuntistico, aperto ad un work in progress spesso poliri tmico. Guido Di Leone dal pregevole fraseggio e abilissimo nel comping e Fabrizio Bosso sempre innovativo, sperimentatore e virtuoso; uno dei migliori trombettisti in circolazione. Un solco indelebile per tutti gli appassionati, una produzione Fo(u)r orgoglio della scuderia italiana del jazz, perfetto fil rouge tra passato e presente
I quattro musicisti hanno accarezzato, ad uno ad uno, l'anima di Davide Santorsola, con fantastici assoli, hanno dedicato l'intero concerto al musicista pugliese; fine concerto Fabrizio Bosso impugna il microfono e con voce emozionata, dedica a Davide Santorsola le grida della sua tromba e del resto della band.
Davide Santorsola, morto in questi giorni, all'età di 53 anni nell'ospedale di Bisceglie il pianista compositore di Trani, era un musicista appagato, ma anche un maestro corteggiato.
Nella fase cruciale del rinnovamento dei conservatori di musica, egli era stato tra i primi a battersi per una riconoscibilità accademica della musica jazz. E al conservatorio era tornato, entrando da una porta che era solo sua. Da una decina d'anni era professore di pianoforte jazz al Conservatorio di Cosenza e professore freelance di pianoforte e armonia jazz presso diversi conservatori italiani, compreso il "Piccinni" di Bari. I suoi trattati sull'armonia jazz, pubblicati da Ricordi, il primo dei quali 14 anni fa, sono dei testi di riferimento per una numerosissima platea di studenti che oggi tristemente lo rimpiangono.
Antonella Aresta


