Un terremoto ad alta intensità ma di brevissima durata dato il silenzio calato intorno al caso giudiziario, prima che mediatico, di portata clamorosa per la nostra città. Una mattinata (sembra già lontanissimo quel 20 dicembre) di notizie rimbalzate sulle tv di tutta Italia circa l'arresto del sindaco Riserbato e di altri consiglieri e dirigenti comunali.
Domani toccherà al sindaco e al dr. Savoiardo: saranno interrogati dal gip. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati coloro che sono ristretti in carcere, per qualcuno di loro potrebbero aprirsi le porte di casa rimanendo però sempre in arresto.
Ricapitoliamo: alla base del blitz vi è stata un'ordinanza di ben 150 pagine firmate dal Gip di Trani, Francesco Messina, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Michele Ruggiero, da cui sono stati mossi i provvedimenti cautelari rivolti a sei arrestati e sette indagati.
Quattro le custodie cautelare in carcere: Giuseppe Di Marzio (67 anni, vice sindaco uscente, revocato con l’azzeramento della giunta dello scorso 4 giugno); Antonello Ruggiero (47, amministratore unico dimissionario dell’ex municipalizzata Amiu); Nicola Damascelli (42, consigliere comunale in carica di maggioranza, del Movimento Schittulli, maggiore suffragato alle elezioni del 2012); Maurizio Musci (44, consigliere comunale dimissionario di maggioranza dell’ex Pdl, di cui era capogruppo). Tutti gli arrestati hanno risposto alle domande del gip (alle quali presenziava anche il sostituto procuratore Ruggiero) fornendo una propria versione dei fatti contestati. La versione dell'avvocato Musci sarebbe stata definita addirittura "ridicola" dal procuratore. Per tutti gli altri invece si è preso atto di quanto dichiarato. Potrebbero presto avvicinarsi i giorni di detenzione domiciliare per Antonello Ruggiero.
Due le misure ai domiciliari: Luigi Nicola Riserbato (45, sindaco in carica, della Puglia prima di tuto); Edoardo Savoiardo (59, responsabile dell’Ufficio appalti del Comune di Trani). Domattina dovrebbe toccare a loro per gli interrogatori, il sindaco avrebbe lasciato intendere tramite il suo avvocato di "non vedere l'ora di difendersi".
In stato di libertà risultano indagate, inoltre, le seguenti persone: Pasquale Mazzone (63, Ruvo, segretario generale all’epoca dei fatti contestati); Claudio Laricchia (44, Bari, ex dirigente dell’Ufficio tecnico e presidente della commissione di gara nell’appalto principe dell’inchiesta, quello della vigilanza degli immobili comunali); Yanko Tedeschi (Bari, 41, ex direttore di ragioneria e componente la commissione); Elsa Coppola (56, Lecce, maresciallo di polizia municipale, componente la commissione); Francesco Lupo (51, Palermo, già dirigente Amat Spa di Palermo), Massimo Aletta (50, Reggio Calabria), Nicola Lisi (57, Bari, candidato nella propria città nel 2009 tra le fila della Puglia prima di tutto), questi ultimi riconducibili alla società Sicurcenter, vincitrice della gara in analisi nelle indagini. Per i primi quattro indagati citati sarebbe stata avanzata richiesta di interdizione dai pubblici uffici.
I destinatari della misura sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, concussione, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, ed altro.
Il primo consiglio comunale è stato disertato dalla maggioranza e da parte dell'opposizione che però si sarebbe detta disponibile a dimettersi in massa per sciogliere questo Consiglio. La maggioranza e la giunta, pur tacendo "pubblicamente", avrebbero lasciato trapelare di essere disposte ad andare avanti non appena si avranno direttive o notizie da parte del primo cittadino.
