A prescindere delle dimissioni del sindaco, Luigi Riserbato, i consiglieri di minoranza si stanno a loro volta dimettendo. Probabilmente, però non si raggiungerà il quorum delle 17 firme utili a consolidare lo scioglimento del consiglio comunale e, dunque, il ritorno alle urne.
La differenza non è di poco conto. Infatti, con le dimissioni del sindaco dovranno trascorrere, in ogni caso, venti giorni prima dell'insediamento di un commissario prefettizio e, nel frattempo, la giunta comunale avrà ancora pieni poteri per l'amministrazione della città.
Diversamente, qualora oggi si fossero dimessi almeno 17 consiglieri, il prefetto avrebbe potuto nominare già dalle prossime ore un commissario prefettizio che avrebbe traghettato la città alle elezioni del 17 maggio.
Pertanto, quantunque da oggi il sindaco riserbato abbia cessato le sue funzioni (salvo eventuale ripensamento e ritiro delle dimissioni), la sua amministrazione resta ancora in carica fino al prossimo 19 gennaio. Per questo si andrebbe avanti alla ricerca di ulteriori firmatari delle dimissioni.
A quanto si è appreso, i primi a procedere in tal senso sono stati, in rigoroso ordine alfabetico, Franco Altamura, Carlo Avantario, Mimmo De Laurentis, Bartolo Maiullari, Ugo Operamolla, Mimmo Santorsola, Giuseppe Tortosa e Mimmo Triminì.
Negli ultimi minuti è giunta voce della presunta irregolarità di alcune firme non presentate al segretario generale, ma quest'ultimo ha smentito.

