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AGGIORNATO. L'ex Supercinema tra emergenza ed inerzia. Nardò: «L'atto d'indirizzo per acquisirlo al patrimonio di Trani è rimasto in un cassetto»

Emergenza da una parte, inerzia dall’altra. Problemi di pubblica incolumità su un versante, limiti strutturali della pubblica amministrazione dall’altra. In mezzo, un pezzo di storia della città che, ormai, versa in un crescente degrado del quale non si trova una via d’uscita.

Il riferimento è all’ex Supercinema, glorioso cinematografo compreso fra via delle Crociate e via Calatafimi, nel pieno centro di Trani, il 30 aprile 2009 e mai più riaperto.

Le condizioni dell’immobile, appartenente ad una multiproprietà formata di almeno dieci persone, sono progressivamente peggiorate al punto da destare l’interesse di un comitato civico alla sua tutela, soprattutto in considerazione del fatto che se ne ventilava la demolizione, propedeutica all’edificazione di civili fabbricati.

In soccorso del mantenimento del bene sarebbe sopraggiunto il vincolo della Soprintendenza che, se da un lato ne ha tranquillizzato i difensori, dall’altro sembra avere demotivato la proprietà circa la manutenzione dell’immobile.

Prova ne sia il fatto che, ieri, i vigili del fuoco sono stati impegnati in un intervento urgente proprio presso il Supercinema. Due gli automezzi giunti sul luogo, insieme con la Polizia locale, a causa di una vetrata pericolante sulla facciata laterale del fabbricato, in via Calatafimi.

Il manufatto è stato messo in sicurezza, ma l’episodio riapre, anche, il caso della mancata acquisizione del bene da parte del Comune di Trani. «Che fine ha fatto la delibera approvata dal consiglio comunale il 15 maggio 2013 – si chiede ironicamente l’ex assessore alla cultura, Salvatore Nardò -? Perché nessun dirigente ha portato avanti un atto di indirizzo della giunta approvato, anche, con delibera di consiglio comunale?».

Come si ricorderà, il Comune proponeva alla proprietà la permuta fra l’ex sala cinematografica ed uno o più immobili pubblici da alienare, ma su questo molti dei proprietari non si sarebbero mai espressi.

Peraltro, a seguito di un robusto emendamento “trasversale”, il provvedimento (approvato con 20 voti favorevoli, 2 astenuti ed 11 assenti), prevedeva che il Comune di Trani raccogliesse preliminarmente la manifestazione d’interesse della proprietà a vendere il bene e, solo qualora questo si fosse verificato, dare mandato al dirigente di predisporre tutti gli atti tecnici ed amministrativi per procedere all'acquisizione della struttura.

Secondo il progetto proposto da Nardò, «il Supercinema, opportunamente ristrutturato, potrebbe riavere il terzo anello – fu detto in consiglio comunale -, una cupola che lo sormonti e giungere ad una capienza di almeno 900 posti, che ne farebbe uno dei primi teatri in Puglia. Sarebbe lo strumento centrale del rilancio turistico in chiave culturale di Trani».Tutto, invece, è rimasto fermo, vanificando uno dei progetti qualificanti dell’amministrazione Riserbato.

Senza dimenticare, intanto, la copertura in eternit dell’intero cinema: le lastre, per fortuna, appaiono ancora sane, ma le apprensioni del quartiere aumentano di giorno in giorno.


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