La giunta comunale continua a perdere pezzi, non si riesce ancora a convocare il consiglio comunale, ma, paradossalmente, la vita amministrativa di Trani continua ad andare avanti, perché i presupposti di legge sembrano esserci ancora tutti.
Di sicuro, sta diventando ogni giorno più surreale il clima che si vive a Palazzo di città, e le sorprese non mancano di susseguirsi, una dietro l'altra, dando continuità anche in questo inizio di anno nuovo agli scossoni con i quali si era chiuso il vecchio.
Ieri si attendeva con ansia la conferenza dei capigruppo che avrebbe dovuto stabilire la data del consiglio comunale per procedere alle surroghe dei nove consiglieri dimissionari (oltre il sospeso Damascelli), ma la circostanza è diventata secondaria rispetto alle sopraggiunte dimissioni di altri due assessori, entrambi in quota alla Puglia prima di tutto, il partito del dimissionario sindaco Luigi Riserbato: Giulio Suzzi prima; Vincenzo Todisco poi.
Neanche a farlo apposta, si tratta di coloro che avrebbero dovuto reggere l'esecutivo, in quanto assessori più grandi di età. Adesso il sindaco facente funzioni è Marco Capurso, poi, a ruota, sempre per età, ci sono Emilia Pappalettera, Paola Mauro, Fabrizio Sotero e Rosa Uva. Dalla giunta erano già usciti il vice sindaco, Giuseppe De Simone, e Pasquale Annacondia.
Il quorum ci sarebbe sempre: adesso sono in cinque, quindi si dovrebbe poter deliberare almeno in tre. Infatti, il sindaco nomina «fino a nove» assessori.
Nel frattempo, la Prefettura non ha ancora risposto al quesito posto dal segretario generale, Donato Susca, circa la legittimità dei poteri all’assessore anziano: diversamente, il Palazzo del governo dovrebbe nominare un commissario dell’esecutivo.
Capitolo consiglio comunale. La conferenza dei capigruppo, prevista ieri a mezzogiorno, è andata deserta. Gli unici presenti sono stati Francesco De Noia, che in maggioranza rappresenta il gruppo misto (che forma insieme con Stefano Di Modugno) e Tommaso Laurora, attualmente capogruppo del Pd dopo le dimissioni di De Laurentis ed Avantario. Tutti assenti gli altri capigruppo.
Il presidente del consiglio Fabrizio Ferrante, ha riconvocato l’organismo per domani, mercoledì 7 gennaio, alle stessa ora, ma potrà convocare l’assemblea elettiva anche in assenza di una nuova seduta dei capigruppo non valida.
Il consiglio comunale si dovrebbe tenere entro dieci giorni dalle prime dimissioni protocollate (30 dicembre), quindi il 9 gennaio, ma Ferrante sta valutando di convocare l’assemblea il 20 gennaio, giorno successivo al termine che la legge concede al sindaco per confermare o ritirare le dimissioni: in questo modo, qualora le stesse si consolidino, il consiglio non si terrebbe, risparmiando anche soldi pubblici.
Come dicevamo, il totale dei consiglieri da surrogare è 10. Le surroghe si potrebbero effettuare anche in seconda convocazione, con un quorum di 11 presenti.
Di fronte a tante “ipotesi di scuola”, aspettando che il sindaco decida, anche e soprattutto secondo coscienza, resta da verificare la praticabilità delle dimissioni contestuali di 17 consiglieri dei restanti 22. E sembrerebbe che qualcuno ci stia seriamente lavorando.

