I limiti di una città, di fatto, senza più alcuna guida politica emergono, giorno dopo giorno, come le proverbiali ciliegie, ciascuna delle quali tira l'altra.
Fra i problemi che sembra si stiano realmente incancrenendo, quello degli impianti pubblicitari (a Trani sono quasi tutti abusivi), il regolamento che avrebbe posto fine al far west dei quali, portato in consiglio comunale lo scorso 27 novembre, fu stoppato da uno schieramento trasversale tra minoranza e maggioranza. Motivo, come si ricorderà, la presunta assenza della Valutazione ambientale strategica.
Il dirigente del settore, Michele Stasi, che in un primo momento aveva difeso il provvedimento, prese poi atto della richiesta di ritiro e, da allora, non ci sono stati più passi avanti e la delibera, nella nuova ed aggiornata versione, non è ancora pronta per tornare all'esame dell'assemblea elettiva.
Intanto, però il forte vento degli ultimi giorni ha fatto volare la facciata di uno degli impianti pubblicitari abusivi di piazza D'Agostino, e qualcuno lo ha poi letteralmente incastrato alle spalle di un altro cartellone tra la struttura in ferro e la recinzione dell’aiuola della piazza: un danno all'immagine, ma anche alle aziende che hanno pagato per vedere non più esposti i propri marchi. Di sicuro, ennesima dimostrazione di una realtà che, da anni, a Trani nessuno riesce a governare, una giungla nella quale l’abusivismo ha vinto a mani basse, mentre il Comune ha raccolto, a malapena, le briciole.




