«Divergenze sul modo di dimettersi, non spaccature nel partito». Il segretario politico del Partito democratico di Trani, Nicola Amoruso, ridimensiona la portata delle divisioni all'interno del soggetto più importante del centrosinistra in città, all'indomani di un incontro che lo stesso Amoruso, insieme con i più o meno ex consiglieri comunali del Pd, hanno tenuto a Bari presso la segreteria regionale.
In quella sede hanno incontrato il candidato governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, che tuttora vesti i panni del segretario pugliese della formazione. Emiliano sembra avere elegantemente sorvolato sul caso Trani, sia per quanto riguarda la vicenda giudiziaria che riguarda sindaco ed altri soggetti, tuttora agli arresti domiciliari dal 20 dicembre, sia per quanto concerne la questione delle dimissioni dal consiglio comunale, che il Partito democratico ha interpretato recitando a soggetto: i consiglieri Avantario e De Laurentis si sono dimessi «a prescindere», perché stanchi e desiderosi di non essere accomunati ad una classe politica della quale la città sembra essere palesemente stanca; i consiglieri Ferrante, Laurora e Cognetti hanno rassegnato, presso un notaio, dimissioni finalizzate allo scioglimento del comunale, che attendono, parafrasando Beckett, il Godot di altre quattordici firme che non arriveranno mai, giacché la maggioranza ha già scelto di non dimettersi. Di fatto, quindi, dimissioni già nulle.
«Ma è inutile scendere nei tecnicismi – taglia corto Amoruso -, perché il pallino è solo nelle mani del sindaco. Attendiamo anche noi il 19 gennaio (ultimo giorno prima del consolidamento o ritiro delle sue dimissioni, ndr) e, da quel momento, la nostra linea sarà chiara».
Da Emiliano è arrivato, in prospettiva delle eventuali elezioni associate – regionali ed amministrative – la raccomandazione ad andare uniti sempre e comunque. La certezza è che il Pd esprimerà un candidato sindaco e, eventualmente, lo sottoporrà anche al giudizio degli elettori di parte nelle primarie di coalizione.
Altrettanto certo è che, allo stato, non ci sono indicazioni nel caso si andasse avanti: cosa farebbero Ferrante, Laurora e Cogentti? Il primo deve mantenere la carica di presidente di un consiglio comunale che sarebbe profondamente diverso da quello che lo ha eletto? Cosa si chiederebbe di fare a coloro che dovrebbero surrogare Avantario e De Laurentis? «Sono valutazioni che faremo solo dopo il 19, ove mai ve ne fosse bisogno – risponde Amoruso -. In questo momento, ogni anticipazione in tale senso sarebbe fuori luogo».

