«Sono molto contento di essere a Trani che, insieme a Polignano, è la città più bella della Puglia. Fremevo dalla voglia di vederla di nuovo, perché è un gingillo, una bomboniera»: apre così la presentazione del suo libro presso la libreria Tranilibri il giornalista Michele Salomone. Radiocronista sportivo, Salomone ha raccolto in La mia voce in biancorosso episodi, cronache, avventure, descrizioni di personaggi, nei quali si è imbattuto nell’arco della sua lunga ed intensa carriera che, come ha ricordato il giornalista Antonio Procacci, è paragonabile a quella di nessuno.
Salomone quando comincia a parlare è un fiume in piena, ma ricorda che non è andata sempre così: «quando ero piccolo, ero balbuziente, a scuola i miei compagni mi prendevano in giro. Durante il primo provino, scoprii che al microfono non ero più balbuziente, ed è per questo che voglio essere un po’ da esempio».
Simpatico, scherzoso, nel suo libro e anche durante la sua intervista il giornalista non le manda a dire. Salomone ricorda della sua domanda scomoda a Gianluca Paparesta, neo presidente del Bari («dove hai trovato i soldi per comprare la società? gli chiesi, e ci furono venti secondo di silenzio in sala stampa») e del suo rapporto infelice con Eugenio Fascetti. Durante quarant’anni di radiocronache, Salomone ha conosciuto i fratelli Matarrese, Antonio Cassano (che non considera un esempio per i giovani, ma un ottimo calciatore) e tantissimi altri personaggi che si sono succeduti in casa Bari, dedicando loro, nel suo libro, un capitolo, con aneddoti interessanti, a volte scomodi, a volte spiritosi, che sicuramente potrebbero essere annoverati nella storia delle radio pugliesi.
Federica G. Porcelli




