Un terreno nella zona Sant'Angelo, all'interno del relativo contratto di quartiere, con un’indennità di esproprio fissata in 80 euro per metro quadrato, calcolato, invece, con un valore al metro quadrato di 1100 euro. Un presunto errore strutturale da cui è nato un accertamento Ici, quasi sicuramente non dovuto, di 130mila euro, spropositato rispetto alla reale entità.
Questa potrebbe essere soltanto una delle contestazioni che potrebbero fioccare, una dietro l'altra, nei prossimi giorni, presso il palazzo di città, dopo che l'Area finanziaria del Comune di Trani ha fatto inviare in extremis, il 31 dicembre 2014, 1200 avvisi di accertamento Ici, relativi all’annualità 2009, ormai prossima alla prescrizione, per quanto riguarda, in particolare, le aree fabbricabili.
Il problema potrebbe essere davvero di grossa entità, per quanto riguarda le cifre che il Comune prevedeva di incassare e che, probabilmente, resteranno semplicemente sulla carta nel momento in cui i destinatari degli avvisi dovessero dimostrare gli errori tecnici contenuti negli stessi. A quel punto la previsione di incassi dovrebbe bruscamente ridimensionarsi e sarebbe da verificare se questo problema vada a ledere la tenuta del bilancio di previsione del Comune.
Peraltro, sembrerebbe anche che siano stati inviati avvisi di accertamento anche per quanto riguarda immobili sottoposti a fallimento, circostanza che la legge non prevede fino a quando gli stessi non siano stati venduti.
Tutto nasce da una determinazione dirigenziale, del 17 dicembre 2014, che ha affidato per 19mila euro alla ditta Csi, di Apricena, il servizio di supporto informatico finalizzato alla costituzione di una banca dati sulle aree fabbricabili ed all' emissione degli avvisi di accertamento. Il servizio si struttura su file messi a disposizione dall’Ufficio tecnico ed all'emissione degli avvisi di accertamento per omessi, parziali e tardivi versamenti dell'imposta.
Peraltro, il dirigente ha dovuto determinare anche un successivo impegno di spesa, di 9000 euro, in favore di Poste italiane, per la spedizione degli avvisi entro e non oltre il 31 dicembre.

