«Come si chiama il sindaco di Trani? Ricercato? Ah, Riserbato. E va bene, ognuno c’ha i problemi suoi, ma lui è un sindaco che ha un'intelligenza fuori dal Comune». Così Gianni Ciardo, aprendo la nuova serata nella Trani che tanto ama, ma che non pensava di ritrovare così in difficoltà, politicamente parlando, all'indomani dell'inchiesta che l'ha portata, non in positivo, sulla ribalta nazionale.
Il comico barese, pur non risparmiando frecciate ad Emiliano, Vendola e Decaro, si è divertito non poco ironizzando sulla figura del sindaco, manche su quelle di un consigliere comunale e di un indagato, casualmente presenti in sala. In questo modo ha aperto, in maniera più che graffiante, la seconda serata della nuova stagione de «La cena delle beffe», irrinunciabile serie di cene-spettacolo ideate da Antonio Del Curatolo presso lo slow restaurant «Le lampare al fortino».
Al centro della serata, da lì a poco, la lezione di grammatica di vernacolo pugliese e la carrellata di modi di dire, a cominciare dal mitico "Ancora cadi", formula dialettale che sintetizza efficacemente l'italiano "Stai attento, perché potresti cadere".
Come sempre, l'artista ha interloquito molto con il pubblico, ma, più che nel passato, ha fatto riferimenti alla politica ed al suo degrado: "Ogni condominio oggi è un partito, destra e sinistra non ci sono più e l'unica donna che ha lasciato un'apertura al centro è stata Patrizia D'Addario".
E, rispondendo ad una domanda del cronista, a margine dello spettacolo e con riferimento ai tragici fatti di Parigi, Ciardo si è detto meravigliato di quello che non è successo lui: «Ho preso il giro tanta gente, soprattutto politici, ma sto ancora aspettando la prima querela. Niente, sto facendo di tutto, ma proprio non ci riesco. Non ci sono riuscito neanche da assessore a Taranto, vorrà dire che mi vogliono bene».
Il progetto futuro è uno spettacolo, insieme con un quartetto d'archi, che Ciardo porterà in giro per l'Italia ed anche a Trani. L'impegno è di farlo proprio alle Lampare al fortino, non disdegnando di tornare in teatro.
A proposito di teatro, l'attore barese va controcorrente ed attacca il maggiore consorzio regionale: «Trani è rimasta senza stagione teatrale? Forse non è un male, perché almeno non passerà più per il Teatro pubblico pugliese e troverà altri canali per fare un teatro di maggiore qualità».
La cena delle beffe dovrebbe riservare almeno altri due spettacoli con artisti di sicuro richiamo, ma altri eventi sono in cantiere, a breve, a Le lampare al fortino. Protagonista, come sempre, l'enogastronomia di punta che, da Trani, si diffonde in tutta Italia.



