«Geppetto rimarrai nei nostri cuori». «Così se ne vanno i numeri uno».
Sono solo alcune delle frasi lasciate sul luogo del delitto in via Palestro, dove venerdì sera è stato ammazzato con un colpo di fucile Francesco Ferrante, pluripregiudicato e sorvegliato speciale. Via Palestro si è trasformata in una meta di pellegrinaggio, decine di persone (familiari, amici o conoscenti) hanno lasciato qui fiori, frasi di cordoglio o ceri accesi. C'è anche chi si è fermato per una preghiera, per un segno di croce, giunto sul luogo intenzionalmente.
Nessuno parla di omicidio di stampo mafioso eppure l'esecuzione è stata pulita ed ordinata, un atto compiuto sicuramente da professionisti. Non si parlerà di stampo mafioso anche perché se le indagini degli inquirenti dovessero orientarsi verso il mondo della droga, da sempre le forze dell'ordine catalogano Trani tra le "semplici piazze di spaccio" nonostante i numeri di arresti e sequestri siano in crescente aumento. Non si parlerà di omicidio di stampo mafioso perché Trani sembrava aver abbandonato questo appellativo negli anni '90.
Per ora l'unica certezza è che il sicario ha esploso un solo colpo di fucile semiautomatico da distanza ravvicinata, ha puntato il capo di Francesco Ferrante, ha schiacciato il grilletto ed è andato via a bordo di una Panda guidata da un complice.
Nelle prossime ore il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica della Prefettura si riunirà per fare il punto della situazione mentre in Procura prenderanno corpo le indagini. Per la cronaca: se dovessero essere confermate le piste del controllo dello spaccio di droga e delle estorsioni all'interno di associazioni criminali di tipo mafioso, sul nostro territorio da qualche tempo si sta facendo strada la "Nuova società foggiana", potenzialmente più pericolosa della "camorra barese" per essere riuscita a stringere accordi con 'ndrangheta, camorra e mafia siciliana.

