Le competenze dell’indagine intorno all’omicidio di Francesco Ferrante, avvenuto venerdì sera in via Palestro, potrebbero passare dalla Procura di Trani alla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Lo farebbe intendere, in particolare, la circostanza della tuttora non avvenuta autopsia sulla salma di Ferrante, che, peraltro, si trova a Bari, evidentemente a disposizione di un'altra autorità giudiziaria.
Pertanto, il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, all'esito di un vertice al secondo piano di Palazzo Torres in programma stamani, potrebbe siglare il passaggio dell’indagine nel capoluogo.
Del resto, troppi sono gli elementi, a disposizione soprattutto della Direzione distrettuale antimafia, per diventare essa stessa la diretta titolare del fascicolo. I complessi precedenti di Ferrante aprono scenari che soltanto la Dda potrebbe meglio dipanare e chiarire, e per questo motivo, pertanto, il pubblico ministero tuttora titolare dell'indagine, Simona Merra, si sarebbe astenuto dal nominare un medico legale per effettuare l'autopsia su Ferrante.
Per quanto riguarda la dinamica dell’omicidio, a sparare è stata una persona probabilmente di corporatura più grande di quel della vittima, uscita da un’auto che sembra essere confermata una Panda, quantunque le versioni sul colore discordino. Nella vettura, oltre il guidatore, forse anche una terza persona. Come da noi anticipato, potrebbero essere utili le immagini di telecamere, ufficiali e non, dislocate intorno alla zona dell'omicidio.
