«Il tanto auspicato rilancio, dopo anni di vertenza che ha visto unite le organizzazioni sindacali, è ormai alle porte. Non possiamo dimenticare la sensibilità mostrata in sede di trattativa dai vertici di Villa Dragonetti, nonché l'impegno costante in questa vertenza dell'assessore regionale, Donato Pentassuglia, che si è speso per salvaguardare i posti di lavoro a rischio, garantire continuità socio assistenziale e permettere nell'immediato il rilancio della struttura socio sanitaria. La vicenda, pur non essendosi conclusa definitivamente, vede salvati comunque numerosi posti di lavoro nel nostro territorio».
Questo il bilancio che Nicola Brescia, segretario nazionale dell’Usppi, traccia all’indomani dell’accordo che ha salvtato 39 posti di lavoro presso la casa di riposo Villa Dragonetti. A carico di quei lavoratori era in corso una procedura di licenziamento, poi scongiurata dagli accordi intercorsi tra sindacati e proprietà della struttura. «Si è ritirata la procedura di licenziamento collettivo di 39 lavoratori, su una forza lavoro di 80 – spiega Brescia -, presso l'Ufficio Vertenze Collettive Bat, con un accordo di solidarietà che richiede comunque dei sacrifici, ma che, tuttavia, allontana il rischio di licenziamento».
Il contratto avrà durata di 12 mesi, ampliando da 70 a 100 i posti letti della struttura. I lavoratori, dal canto loro, hanno portato avanti una battaglia in maniera unanime per salvare il salvabile e sono stati chiamati ad un ulteriore atto di responsabilità con l'accettazione del patto di solidarietà, tenendo conto del mantenimento dei livelli assistenziali ed un livello di qualità accettabile. Per Brescia, «la sottoscrizione è stato un atto dovuto e necessario, che permette di guardare con positività al futuro della struttura. Adesso, serve impegnarsi per l'ampliamento e rilancio della casa, così da riportarla agli antichi fasti».
