Oggi, domenica 25 gennaio, ore 17.45, la libreria Luna di Sabbia (via Mario Pagano 193-195) ospita una lettura condivisa di pagine del pamphlet La parola contraria di Erri De Luca, il quale interverrà via Skype. L’iniziativa, organizzata dal regista teatrale e cinematografico Cosimo Damiano Damato, in collaborazione con il critico letterario e saggista Vito Santoro (Università di Bari), e patrocinata da LegAmbiente Trani e dal Comitato per il Bene Comune, prevede l’intervento di numerosi artisti pugliesi e di esponenti della società civile come Pierluigi Colangelo e Vincenzo Ferreri.
«Je suis Erri – scrive Damato –Il 28 gennaio a Torino ci sarà la prima udienza del processo ad Erri per la folle incriminazione di istigazione al sabotaggio solo per aver espresso il suo pensiero sulla Tav. Sarebbe bello che chiunque abbia manifestato con le matite per Charlie Hebdo, lo faccia anche con la penna per Erri e la libertà di opinione di uno scrittore che tanto ha donato alla nostra cultura».
«Nata spontaneamente, l'idea "iostoconerri" – sottolinea Erri De Luca – ha già dato prova concreta che l'incriminazione non mi ha isolato, anzi ha istigato il risultato opposto. Sì, anche i pubblici ministeri nel mio caso possono istigare, a loro insaputa. Molte persone hanno sottoscritto "iostoconerri". E io con chi sto? Io sto con tutti loro e con la Val di Susa. Questo processo contro di me è appendice di innumerevoli processi al popolo della vallata. Sul banco degli imputati mi possono piazzare da solo, ma possono farlo solo lì. Già dentro l'aula e poi fuori di lì, isolata è l'accusa».
Molte le attestazione di solidarietà del mondo della cultura per Erri, da Dario Fo a Fiorella Mannoia, passando per Ascanio Celestini, Piero Pelù, Raffaele Nigro e Mauro Corona. Quest’ultimo ha dichiarato: «Come disse il mio amico Predrag Matvejević, si vive in una democratura, un ibrido tra democrazia e dittatura. Io dico soprattutto in Italia, dove la parola contraria, se non si conforma ai potenti, viene messa sotto processo. Il 28 gennaio tutti al tribunale di Torino a sostenere Erri De Luca, che vogliono ammutolire».
E Alessandro Gasmann: «#iostoconerri tutta la vita! Poter esprimere il proprio dissenso e’ alla base della democrazia». «Non ho mai fatto l'esaltazione del sabotaggio – scrive Erri – Ho semplicemente detto che quell'opera in Val di Susa va sabotata e per diverse ragioni. Non posso discutere le mie opinioni in un'aula di Tribunale. Quello che sta succedendo a Torino lo considero un abuso. Sono pronto a discutere dovunque, a confrontarmi con chiunque ma non nel ruolo di imputato. Se quello che ho detto è un reato, beh io lo ribadisco ma non lo posso ribattere davanti a un tribunale. Non lo posso neanche trattare. L'opinione non è trattabile, è un diritto intrattabile… In Val di Susa lo Stato si comporta da tiranno che tratta i cittadini d sudditi di un feudatario. La Val di Susa si batte per una legittima difesa della salute della sua madre terra. Quella mostruosa galleria con i milioni di tonnellate di materiale guasterà aria, acqua e terra del loro suolo. Non ce l'hanno un'altra valle di ricambio, si battono per la loro vita stessa minacciata. Lo Stato per proseguire contro la volontà di quella valle ricorre a una occupazione militare, come di un territorio straniero».
«L’invito – conclude Damato – è rivolto a tutti i lettori di Erri e agli artisti, musici, attori e scrittori pugliesi e semplicemente a chi crede ancora nel valore della libertà: prendete in mano un libro di De Luca e venite a leggere con noi per rivendicare la libertà di pensiero e restituire ad Erri quello che lui ci ha donato con le sue storie». «Vorrei essere lo scrittore incontrato per caso – scrive Erri ne La parola contraria – che ha mischiato le sue pagine ai nascenti sentimenti di giustizia che formano il carattere di un giovane cittadino».

