«Perché in campo? E perché proprio io? Perché è una decisione mia – risponde -, perché ero stanco, molto stanco dello stato in cui è arrivata la città e, anziché continuare a lamentarmi, ho deciso di metterci la faccia e provare io stesso, in prima persona a cambiare le cose. Con me, però, ci sarà un gruppo di persone che la pensa allo stesso modo».
Così, dunque, Antonio Procacci, 38 anni, giornalista di Telenorba, è il primo candidato sindaco ufficiale per le elezioni amministrative del 17 maggio prossimo. Guiderà, per il momento, una lista civica, denominata «Trani a capo», «insieme con un gruppo di persone – spiega l’aspirante primo cittadino - che, come me, vuole cambiare le cose».
Caposaldo irrinunciabile del progetto, la chiusura a chi è stato precedentemente consigliere comunale, assessore o componente dei consigli di amministrazione: «Nessuno di loro in lista, né cariche successive – fa sapere Procacci -. Potranno darci una mano, se vorranno, ma non avranno ruoli attivi».
Nessuno alle spalle, pochi mezzi ed ancora meno soldi: «Non avremo finanziatori, se non gli stessi cittadini che vorranno darci una mano. Per questo – annuncia il candidato sindaco -, chiederemo oblazioni da 10 a 1000 euro, e tutto sarà rendicontato e trasparente, come l'amministrazione che vogliamo dare alla città».
Non ci sono soldi e, ovviamente, neanche una sede. La presentazione della lista è avvenuta all'aperto, tutti in piedi, in quella via Treviso in cui Procacci è nato: «Da qui sono voluto partire, ma – anticipa -, presto ci vedrete in tanti altri luoghi, allo stesso modo, a parlare ai cittadini apertamente, promettendo solo soltanto impegno ed onestà».
Apertura massima a tutti, ma su un pricipio Procacci non transige: porte chiuse a chi è stato precedentemente consigliere comunale, assessore o componente dei consigli di amministrazione: «Nessuno di loro in lista, né cariche successive – fa sapere il candidato sindaco -. Potranno darci una mano, se vorranno, ma non avranno ruoli attivi».
Sei, invece, i punti del manifesto politico di Trani a capo: giunta prima del voto; sviluppo economico; ambiente; decoro e recupero della città; servizi moderni ed efficienti. «Ma soprattutto – conclude Procacci -, lotta senza quartiere al clientelismo».






