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Presunta invasione dei capannoni Ruggia con veicoli aziendali: la Procura di Trani archivia le posizioni di Roberto e Giovanni Gargiuolo

È stato formalmente archiviato il procedimento penale a carico del presidente della Stp, Roberto Gargiuolo, e dall'ex consigliere comunale Giovanni, suo figlio, con riferimento al presunto indebito parcheggio di automezzi marchiati Vodafone dell’azienda Tecnauto, di proprietà della famiglia Gargiuolo, presso i capannoni Ruggia.

L’indagine era nata da un incidente che aveva arrecato nocumento all'incolumità fisica di una persona che aveva avuto accesso a quell’immobile, ed aveva determinato il sequestro preventivo dei box da parte di Polizia di Stato e locale.

Ebbene, accogliendo la tesi difensiva dell'avvocato Antonio Florio, difensore di entrambi gli indagati, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Luigi Scimè, ha archiviato il procedimento dando atto delle dichiarazioni incrociate degli indagati: «Roberto Gargiuolo non ha mai dato disposizione che i mezzi Vodafone fossero parcheggiati presso i capannoni Ruggia – è la tesi difensiva accolta dal pm -. Tale iniziativa, a lui sconosciuta, apparteneva esclusivamente a Giovanni Gargiuolo, che si occupa dell'amministrazione aziendale». Nella memoria difensiva avvocato Florio precisa, altresì, che «sebbene Giovanni Gargiulo abbia ammesso, spiegandone le ragioni, che l'iniziativa di allocare precariamente i mezzi Vodafone sul piazzale interno dei capannoni Ruggia, sia a lui stesso attribuibile modo esclusivo, deve comunque evidenziarsi, in diritto, l’irrilevanza penale della condotta».

A tal proposito, la difesa richiama una sentenza della Corte di cassazione, del 2011, in tema di “invasione di terreni”. La seconda sezione precisa che, «secondo i dizionari della lingua italiana, il termine “invasione” significa “occupazione di un territorio”, ed infatti la norma collega strettamente il concetto di invasione a quello di occupazione del territorio invaso. Quindi perché si realizzi un’invasione, occorre che il territorio sia in qualche modo, e per qualche tempo, assoggettato ad un potere di fatto del soggetto agente. Differente è l'ipotesi del semplice ingresso non autorizzato di singoli nel fondo privato altrui”».  

Nel caso oggetto dell’indagine archiviata, dunque, la precaria allocazione dei mezzi Vodafone sullo spiazzo di corso Imbriani «non comporta sotto alcuna forma l'invasione/occupazione dell'immobile. Con la citata sentenza - richiama ancora l’avvocato Florio - la Corte di cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto: “Perché si realizzi il reato di invasione arbitraria di terreni, occorre che il territorio sia in qualche modo, e per qualche tempo, assoggettato ad un potere di fatto del soggetto agente”. Tanto, evidentemente, non si è verificato nel caso di specie, stante la precarietà dell’ubicazione dei mezzi sul piazzale dei capannoni Ruggia e la natura mobile degli stessi veicoli».

Non va dimenticato, come ha dato atto l’indagine, che «il parcheggio temporaneo di veicoli sui capannoni Ruggia è sempre stata una prassi diffusa da parte di varie categorie di soggetti (avventori dei vicini esercizi commerciali, docenti ed impiegati del limitrofo istituto scolastico, ecc.), anche in ragione del fatto che i cancelli dell’area in parola sono sempre stati aperti (il dirigente dell’Ufficio tecnico soltanto dopo determinò la riparazione del cancello automatico, ndr), favorendo il libero accesso dei veicoli».

Non da ultimo, il mezzo, «ancorché sormontato da insegna pubblicitaria, non ha mai perso le sue caratteristiche di mezzo destinato alla circolazione».​


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