Hanno rischiato di morire per avere tranciato di netto tre fasi di cavo, in media tensione, su una linea elettrica che parte dalla cabina primaria dell’Amet, lungo la provinciale per Andria, e conduce verso Bisceglie. È andata loro bene e, alla fine, il bottino è notevole: complessivamente, quattro chilometri di cavo di rame, vale a dire 1300 metri per tutte e tre le fasi, tagliato e portato via, l'altra notte, tra l'1 e le 2, lungo la linea denominata Torricella, che parte a metà strada tra Trani ed Andria e si prolunga nell’agro in direzione di Bisceglie.
L’operazione ad alto rischio per ladri che, in ogni caso sembrano essersi rivelati professionisti del settore, ha determinato l'interruzione della fornitura fino al momento in cui la squadra di pronto intervento dell’Amet, in reperibilità notturna, è tornata ad alimentare le utenze della zona. La fornitura è stata deviata su un'altra linea aerea e, adesso, serviranno almeno un paio di giorni per ripristinare i quattro chilometri di cavi asportati, stendendo in questo caso una cablatura in alluminio.
La progressiva sostituzione del rame con l’alluminio si sta effettuando, da anni, su tutto il territorio di competenza dell’Amet, proprio con l’obiettivo di evitare lo scientifico ricorso al furto: l’alluminio, infatti, è un metallo molto meno pregiato, quindi, non ambito sul mercato nero.
Non è il primo episodio del genere che si verifica a Trani e, segnatamente, in danno delle condutture elettriche dell’ex municipalizzata di piazza Plebiscito, ma questo è stato, in assoluto, il più dannoso per l’azienda e rappresenta, ancora una volta e più delle altre volte, la linea sottile che divide il lucro, peraltro non elevatissimo sul mercato nero, dal rischio, invece altissimo, di perdere la vita.

