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Percepiva 650 euro al mese, ma possedeva un incredibile patrimonio. Ingente sequestro di beni

I Carabinieri della Compagnia di Andria hanno eseguito una Misura di Prevenzione Personale e Patrimoniale emessa dal Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un Sorvegliato Speciale, Emanuele Melillo, 47enne del luogo, già arrestato per spaccio continuato di cocaina, hashish e marijuana, attualmente sotto processo per tali accuse.

Gli accertamenti patrimoniali sul soggetto hanno evidenziato disponibilità di beni mobili e immobili, per un valore assolutamente sproporzionata rispetto all’esiguo reddito di 658 euro al mese, comprensivo di indennità di disoccupazione e assegni familiari. Inoltre, negli ultimi anni il 47enne ha acquistato e rivenduto 29 autoveicoli e 13 motocicli.

Il provvedimento, emesso ai sensi della legislazione antimafia che consente di sequestrare i beni dei soggetti socialmente pericolosi cui l’interessato non è in grado di dimostrare la legittima provenienza, prevede anche l’aggravamento della Sorveglianza Speciale. Proprio l'azione del sequestro dei beni si sta rivelando il metodo più efficace per stroncare e prevenire negli ambienti criminosi: nella città di Andria negli ultimi anni sono stati effettuati almeno 10 sequestri di beni, alcuni dei quali già confiscati o prossimi a passare nelle "casse" dello Stato.

In particolare, al Melillo, sono stati sequestrati: un appartamento lussuoso ad Andria, in viale Pietro Nenni, comprensivo di arredi, apparati tecnologici e tutti i beni di valore contenuti nello stesso immobile (denaro, gioielli, quadri arazzi); un posto auto in via Ferdinando d'Aragona; due autovetture; 5 motocicli; l'attività commerciale, inattiva, "Idea per la casa"; una quota societaria di 5000 euro della società Gm cars srl; due conti correnti bancari intestati a Melillo e familiari.

L'intero patrimonio, per un valore ancora in corso di quantificazione, è stato sottoposto a sequestro ed affidato al custode giudiziario nominato dal Tribunale, non essendo prevista la facoltà d'uso neanche per i familiari​.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Trani, alla presenza del Procuratore Aggiunto dott. Francesco Giannella e del Comandante Provinciale dei Carabinieri Colonnello Rosario Castello.


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